La Muraro vacilla e la Procura incalza: la settimana prossima sarà sentita

FacebookPrintCondividi

Dimissioni della Muraro? «No». Così ha risposto l’assessore alle Attività produttive di Roma Capitale Adriano Meloni, lasciando il Campidoglio a chi gli chiedeva i motivi della difesa da parte della Raggi di Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto e Salvatore Romeo, capo della segreteria politica. Secondo l’assessore Meloni “Sono dei bravi ragazzi”. La situazione politica? «Tutto a posto» ha tagliato corto l’assessore. In Campidoglio si getta acqua sul fuoco ma intanto la Procura di Roma accelera sull’inchiesta che vede coinvolta Paola Muraro: potrebbe essere fissato per la settimana prossima l’interrogatorio in Procura per l’assessore all’Ambiente del comune di Roma, indagata nell’ambito di una inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti. Negli uffici di piazzale Clodio si è ancora in attesa della trasmissione degli atti depositati in commissione Ecomafie nel corso dell’audizione dell’assessora avvenuta il 5 settembre scorso. Paola Muraro Nel corso dell’intervento a San Macuto, la Muraro ha ricostruito i suoi 12 anni da consulente in Ama soffermandosi, in particolare, nel lavoro svolto dal 2013 al 2015. Presto in Procura approderà il dossier di centinaia di pagine che la Muraro ha redatto e presentato in commissione. In base a quanto precisano fonti giudiziarie, inoltre, la Muraro risulta indagata, al momento, per la violazione di norme sull’Ambiente.

L’inchiesta sui rifiuti e su Paola Muraro

Si concentra sul tritovagliatore di Rocca Cencia l’indagine della Procura Roma che rappresenta uno dei filoni dell’indagine in cui risulta indagata l’assessore all’Ambiente del Campidoglio, Paola Muraro. I pm titolari del fascicolo hanno affidato nuove deleghe ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) per svolgere ulteriori accertamenti tecnici. L’obiettivo di chi indaga è verificare se ci siano state anomalie nelle procedure e se i costi abbiano rispettato le norme e i vincoli anche a livello europeo. Il tritovagliatore è di proprietà del Consorzio Colari, riconducibile a Manlio Cerroni, proprietario della ex mega discarica di Malagrotta, e già coinvolto in varie indagini della Procura sullo smaltimento dei rifiuti. Il 26 luglio scorso i carabinieri, su richiesta del pm Alberto Galanti, sono andati a Rocca Cencia per effettuare una serie di acquisizioni di documenti relativi anche al funzionamento dell’impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Rocca Cencia. Su questo macchinario dell’Ama Muraro, a partire dal 2012, era chiamata a controllare in qualità di responsabile dell’azienda municipalizzata del protocollo internazionale sulla qualità dei rifiuti Ippc. L’attuale assessore aveva in sostanza il compito di controllare che la qualità del rifiuto in entrata e in uscita fosse conforme all’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale).