Italicum, approvata la mozione della maggioranza. Ma è bagarre nel Pd

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La Camera approva la mozione di maggioranza sull’Italicum con 293 sì, 157 no e 13 astenuti. Ma è bagarre nel Pd. L’iniziativa della maggioranza sull’Italicum ha suscitato l’opposizione della minoranza dem, che sulla mozione si è dissociata. “La mozione della maggioranza – ha detto Perluigi Bersani  dà l’idea che non si voglia far nulla”. “Il  governo prenda una un’iniziativa – ha aggiunto – come fece con l’Italicum. Se non nelle stesse modalità almeno con la stessa determinazione. Se non lo fa il governo e il Pd chi lo fa?”. «Il massimo che posso fare per dignità – ha detto dal canto suo Roberto Speranza- è non votare contro una mozione che ritengo debolissima».

Brunetta: «Il governo si dimetta»

Critica l’opposizione dicentrodestra. “Sull’Italicum il governo ha messo la fiducia per ben tre volte. Come fa un capo di governo, come fa un ministro, dopo aver messo esplicitamente la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale a dire in maniera leggerissima che si può tranquillamente cambiare? Se ci fosse una coscienza politica e istituzionale si dovrebbe dimettere. Visto che sulla riforma della legge elettorale si è messa la vita stessa del governo. Come avete potuto, fare, dire e disdire tutto questo?”. Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio.  “Renzi nell’aprile del 2015 ha cambiato 10 componenti della Commissione Affari Costituzionali perché non erano d’accordo sull’Italicum, con disprezzo dei regolamenti, delle regole, dell’etica politica e parlamentare. L’Italicum forse avrà un altro record, sarà l’unica legge nata morta, prima di essere mai applicata, morta per volere dei suoi stessi genitori. Ci saremmo volentieri risparmiati il dibattito di oggi e avremmo preferito parlare di Europa, di disoccupazione, di risparmio, di Mps, di immigrazione, di sicurezza, però visto che Scotto ha ritenuto di riportare la centralità del Parlamento su un tema su cui il Parlamento era stato violentato, abbiamo volentieri onorato il dibattito. Lo abbiamo fatto per Scotto, per Sel, non per Renzi, non per questo Governo, non per i suoi ministri”, conclude Brunetta.