Isis, l’Australia sceglie il pugno duro: nuove misure nella lotta al terrorismo

Nuove misure dell’Australia nella lotta all’Isis. Il premier Malcolm Turnball ha annunciato in Parlamento che la legge australiana sarà presto modificata per dare ai piloti dei jet da combattimento lo stesso status giuridico dei partner della coalizione nel condurre attacchi aerei contro gli obiettivi Isis in Iraq e in Siria.

L’Australia modifica lo status dei militari 

Inoltre, la definizione legale dei combattenti in Australia sarà esteso per includere anche coloro che supportano i jihadisti e saranno in linea con le norme internazionali. Il premier, pressato dai deputati a vietare l’immigrazione musulmana e di essere più permissivo con i divieti sui discorsi sull’odio, ha definito l’Isis la minaccia più pressante alla sicurezza nazionale. Ma anche messo in guardia sull’aumento degli estremisti contro i musulmani in Australia.

Nel Paese c’è paura e richiesta di sicurezza

La tensione è sempre alta, specie dopo la notizia della seconda vittima britannica nell’attacco a colpi di coltello compiuto dal 29enne francese Smail Ayad in un ostello di Home Hill, nello Stato australiano del Queensland. Si tratta di Thomas Jackson, 30enne di Congleton nel Cheshire, che era rimasto gravemente ferito tentando di soccorrere la prima vittima dell’aggressione, la 21enne Mia Ayliffe-Chung. Il giovane è morto all’ospedale di Townsville, sempre in Australia, dove era stato ricoverato. Il padre della vittima ha affermato di essere «immensamente fiero» del tentativo fatto dal figlio per salvare la giovane dalla furia omicida del suo aggressore. Ayad, che nel corso dell’attacco ha urlato “Allah Akbar’”.