Indecente teatrino Renzi-Coldiretti: sì al referendum in cambio degli sgravi?

Potevano almeno salvare la faccia. Ma lo stile, si sa, non è propriamente il forte di Matteo Renzi. Stupisce un po’ lo scivolone politico-estetico della Coldiretti. Ma tant’è, c’è da registrare anche oggi l’ennesima caduta di livello (civile) sulla scena politica italiana. La Coldiretti ha deciso di schierarsi con il fronte del Sì al referendum perché Renzi ha promesso gli sgravi fiscali al settore agricolo? La perfida illazione è pienamente e clamorosamente  giustificata da una significativa  successione di notizie. Prima l’annuncio della Coldiretti. «Sul referendum io dico una cosa: c’è un autobus che passa una volta ogni 40 anni se non lo prendiamo adesso non ripassa più». Così, solennemente, dichiara  il segretario generale Vincenzo Gesmundo parlando alla platea del Mandela Forum dove è in corso la Giornata nazionale dell’extravergine italiano, alla presenza, appunto,  del premier Matteo Renzi. Alla dichiarazione di schieramento per il sì al referendum costituzionale, tra il pubblico sono giunti sia applausi sia fischi. Come mai questo improvviso interesse per le questioni costituzionali da parte dei coltivatori diretti? La risposta arriva dopo una mezz’oretta. “Dopo aver cancellato lo scorso anno Irap e Imu agricole, abbiamo previsto un ulteriore elemento nella legge di stabilità: la parte di Irpef agricola sarà cancellata a partire dal 2017: bisogna restituire il giusto valore alla terra e a chi la lavora”. A parlare così lo stesso Renzi che, guardacaso, partecipa alla manifestazione della Coldiretti. Ogni commento è superfluo. Se non è voto di scambio questo…