“Il Tempo” passa all’editore di “Libero”: al via una redazione unica?

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Il quotidiano Il Tempo passa alla Tosinvest della famiglia Angelucci dopo una trattativa durata un anno. L’immobiliarista Domenico Bonifaci, secondo quanto anticipato da alcuni quotidiani e confermato da alcune agenzie di stampa, ha ceduto martedì la testata per 12,5 milioni che saranno pagati in tre anni. La famiglia Angelucci è già proprietaria del quotidiano Libero. Secondo le indiscrezioni del Sole 24 ore, la trattativa per l’acquisizione non è stata né facile né scontata. Da oggi a decidere sulle sorti dello storico quotidiano romano, fondato da Renato Angiolillo e con sede in Piazza Colonna, saranno dunque i proprietari della testata Libero, che hanno nel campo della sanità (sono proprietari di alcune cliniche private) il loro business principale. Gli Angelucci rilevano “Il Tempo” dall’immobiliarista Domenico Bonifaci, che aveva acquisito la testata da Francesco Gaetano Caltagirone nel 1996. Non è stata un’operazione semplice, nè breve (ci è voluto un anno) quella che ha fatto passare di mano il quotidiano in liquidazione.

Ipotesi choc: via dal Tempo due redattori su tre?

Secondo Il Fatto quotidiano, «l’intenzione della famiglia Angelucci sembrava chiara fin dall’inizio: cercare una “sinergia” tra Libero e Il Tempo, mantenendo due testate con un corpo redazionale ridotto». Le previsioni sono allarmenti: «il taglio netto di circa il 70% dei giornalisti contrattualizzati pesa ovviamente come un macigno». Al giornale di Travaglio il direttore Gian Marco Chiocci ha spiegato che l’alternativa sarebbe stata ben peggiore con la pressoché scontata chiusura: «In ogni caso meno male che ci sono gli Angelucci, così riusciamo a salvare la testata».

I numeri del quotidiano “Il Tempo”

Questi gli ultimi dati ufficiali sul quotidiano romano. Nell’esercizio 2014 Il Tempo ha chiuso con un rosso di 13 milioni a fronte di 6,7 milioni di valore della produzione. A maggio di quest’anno ha diffuso giornalmente 16.853 copie fra cartaceo e digitale (fonte Ads), contro le 28mila del 2015 e le oltre 38mila del 2014.