I “wargames” di Obama: spara su Putin per colpire il suo nemico Trump

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«Sono davanti a voi per l’ultima volta». Barack Obama apre così il suo ultimo intervento all’Assemblea generale dell’Onu. Nel ricapitolare quelli che lui definisce i “progressi” compiuti negli anni in cui è stato presidente, ricorda la crisi finanziaria e come dopo questa «abbiamo evitato la catastrofe». Ma poiché di realizzazioni interne ne ha ben poche da ricordare, il capo della Casa Bianca attacca subito il suo nemico giurato: Vladimir Putin. «La Russia sta cercando di riguadagnare la gloria perduta tramite la forza», urla, aggiungendo il suo «no agli uomini forti e a modelli di società guidate dall’alto. La democrazia resta il vero percorso da compiere. E la strada verso la vera democrazia è meglio dell’autoritarismo», ha detto con un evidente riferimento a Putin anche, chissà, un po’ anche a Donald Trump, che è la sua seconda spina nel fianco. Poi il capo della Casa Bianca ha lanciato i soliti luoghi comuni buonisti e politicamente corretti, ma senza proporre alcun tipo di soluzione a problemi che – invece – esistono e sono sentiti dagli americani: «Dobbiamo fare di più per aiutare i rifugiati». E anche, stile Francesco I: «Dobbiamo aprire i nostri cuori per accogliere i rifugiati nelle nostre case».

Da Obama raffica di luoghi comuni e un attacco a Israele

E sempre riferendosi al suo incubo Trump, ha detto: «Dobbiamo correggere la globalizzazione, ma no ai nazionalismi e ai populismi: un Paese circondato dai muri – ha aggiunto – imprigionerebbe sé stesso”. Tra gli altri argomenti toccati, Obama ha detto che secondo lui «le economie funzionano meglio se si riduce il gap tra i salari, tra ricchi e poveri: l’obiettivo non è punire i ricchi ma rendere più equa la società e prevenire nuove crisi», ha aggiunto, scoprendo per l’ennesima volta l’acqua calda. E poi i discorsi buoni per tutte le occasioni: «Respingere qualsiasi forma di razzismo, fondamentalismo e di idee superiorità di razza. Bisogna abbracciare la tolleranza e il rispetto di tutti gli esseri umani e di tutte le culture». E anche l’evergreen «il mondo oggi si trova davanti a una scelta: o andare avanti o tornare indietro. E noi dobbiamo andare avanti», ha detto, sottolineando la necessità di rafforzare la fiducia dei popoli. «Perché è più difficile governare se la gente perde la fiducia». Ma oltre a Putin e Trump, Obama ha avuto parole velenose anche nei confronti di un altro suo recente nemico: «La diplomazia è la vera chiave per fermare la violenza», ha detto, facendo l’esempio di Israele. «Non si può affermare la propria leadership sminuendo gli altri. Israele sa che non può occupare in via permanente la terra palestinese». Questo quando un giorno sì e un giorno no la sua polizia (di Obama) spara ai giovani neri e quando sempre più pazzi uccidono a casaccio nei centri commerciali… No, crediamo proprio che nessuno lo rimpiangerà.