I militari italiani sono arrivati in Libia: parte la missione “Ippocrate”

Hanno poggiato gli anfibi sul suolo libico i militari italiani che saranno impegnati nell’operazione “Ippocrate”. Nella notte tra mercoledì e giovedì soldati e mezzi sono sbarcati al porto di Misurata. Le operazioni si sono svolte senza alcun tipo di problema. La nave San Marco era partita da Livorno, dove si erano imbarcati i paracadutisti di Siena, dopo il via libera della Difesa. Poi aveva fatto scalo ad Augusta, in Sicilia, e da lì era ripartita per la Libia, si legge su “il Messaggero“.

Libia, sbarcati ieri dalla San Marco i soldati

Nella mattinata di ieri, dopo aver ultimato le operazioni di sbarco, la nave anfibia della Marina Militare ha lasciato le acque libiche ed è ripartita alla volta del porto di Salerno dove arriverà nei prossimi giorni e dove verranno imbarcati altri materiali che serviranno al proseguimento della missione. Da lì riprenderà di nuovo il largo in direzione Misurata. Nei giorni scorsi una piccola aliquota di militari, composta da 6 medici e un nucleo per la sicurezza, era giunta m Libia con voli militari per approntare un Role 1, vale a dire una piccola struttura di 12 posti letto per effettuare triage e pronto soccorso.

Contingente conta in totale circa 300 uomini

Entro tre settimane il Role 2, l’ospedale da campo italiano che sarà allestito nell’aeroporto di Misurata, sarà pienamente operativo e potrà ospitare 50 posti letto oltre a sale operatorie e rianimazione. Una missione di camici bianchi e mimetiche. L’operazione era stata illustrata dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, assieme al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, lo scorso 13 settembre, intervenendo alle commissioni parlamentari di Difesa ed Esteri. A chiedere il supporto dell’Italia, era stato il primo ministro libico Fayez al Serraj con una lettera indirizzata al premier Renzi con la quale si chiedeva l’invio di un ospedale da campo per la cura dei soldati libici feriti durante i combattimenti contro i miliziani dell’Isis a Sirte. Negli ultimi mesi si sono registrati 300 morti e 1.800 feriti tra i militari fedeli al nuovo governo di Tripoli il cui insediamento procede comunque con non poche difficoltà.