Hillary Clinton non sfonda: le sue ricette politiche sono ferme agli anni ’70

“Parlando da persona istruita, penso che Hillary Clinton abbia fatto un lavoro molto migliore nel dibattito. Parlando del pubblico, però, non so quale effetto elettorale avrà. Su commercio e lavoro, Trump ha fatto un errore strategico. Gli Usa hanno guadagnato molto dai commerci, ma hanno anche pagato un caro prezzo in termini di lavoro. È vero e bisogna fare qualcosa. Però la questione su cui doveva puntare era l’economia in generale, non solo il tema dei commerci che è limitato. Non so poi che effetto avrà sugli elettori la questione della dichiarazione dei redditi, ma credo che dovrebbe pubblicarla. Trump non ha gestito bene la parte sulla sicurezza, perché non ha detto nulla su Bengasi, l’indebolimento delle forze armate e le mail private, che Hillary ha usato per disonestà. Sull’Iraq, poi, è vero che il ritiro voluto da Obama ha favorito l’Isis, ma se Trump sostiene che non avrebbe mai invaso, anche lui avrebbe lasciato il vuoto in cui al Qaeda e Is sono cresciuti”, scrive Michael Novak per “la Stampa”.

Trump poteva fare meglio

La verità è che questi gruppi fanno saltare in aria le moschee che non gli piacciono: è un movimento politico, non religioso. Trump però ha evitato tutti questi argomenti, forse perché sono troppo complicati per lui, ma sono molto importanti per gente come me. Sulle tensioni razziali Hillary ha usato un anacronismo: può darsi che negli Anni Settanta le discriminazioni fossero frutto di leggi deboli. Trump avrebbe dovuto rispondere che ora esistono regole più chiare e lui le rispetta. Invece doveva enfatizzare che ci sono più neri uccisi da altri neri che dalla polizia, e le loro condizioni difficili sono responsabilità del Partito democratico, che governa le città in cui vivono trasformandole in piantagioni. Sulle donne, infine, Trump ha detto cose in pubblico che non doveva dire nemmeno in privato. Voleva attaccare il politicamente corretto delle femministe, ma cosi si è danneggiato. Aveva buoni argomenti ma non li ha sviluppati, e ha commesso un errore terribile a non prepararsi.

La maggioranza pensa che il Paese vada nella direzione sbagliata

Hillary guadagnerà punti, però lui può recuperare perché è forte nei comizi. La campagna ora si gioca sugli elettori più istruiti, perché attaccando il politicamente corretto Trump ha già conquistato quelli senza istruzione superiore, stanchi di essere chiamati razzisti, sessisti e bigotti, solo perché seguono il senso comune. La maggioranza pensa che il Paese vada nella direzione sbagliata e vuole un cambio. La domanda ora è: hai più speranze con Hillary o Donald? Se la gente andrà alle urne con questo sentimento Trump vincerà, anche se non è il candidato migliore che potevamo avere.