Vendetta degli hacker russi: “Violato il sito Wada, gli atleti Usa erano dopati”

Un gruppo di hacker accusa di doping gli atleti americani che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio. Tra di loro c’è anche la ginnasta Simone Biles e delle sorelle Williams. A sostenerlo, come si legge su Repubblica.it, una crew di hacker, probabilmente russi, che ha bucato il server della Wada, l’agenzia mondiale antidoping. «Dopo aver studiato analiticamente i database – scrivono gli hacker, allegando migliaia di documenti con la dicitura “confidential” – abbiamo capito che decine di atleti erano risultati positivi alla vigilia e durante i giochi. I medagliati olimpici di Rio hanno usato regolarmente sostanze illecite giustificate da certificati di approvazione per uso terapeutico. In altre parole, hanno ricevuto la licenza per il doping».

Hacker russi nel sito di Wada

Secondo i documenti resi noti dagli hacker, come si legge nel quotidiano, uno dei casi più eclatanti è quello di Simone Biles, quattro medaglie d’oro nella ginnastica, che – secondo i documenti – avrebbe assunto metilfenidato, uno psicostimolante, e anfetamine sotto ricetta medica. «Se l’autenticità delle carte fosse confermata – spiega a Repubblica una fonte autorevole – non ci sarebbe alcun illecito. Certo risulta comunque quantomeno singolare che una atleta di quel livello abbia gareggiato alle olimpiadi sotto gli effetti di una terapia che di solito si prescrive ai narcolettici». Dalle carte hackerate sarebbe risultata positiva alle anfetamine Elena Delle Donne, star del basket americano.