Guerra di sondaggi sul debutto di Parisi. Berlusconi scettico sul discorso?

Dopo il discorso di Stefano Parisi circolano già i primi sondaggi sul “gradimento” da parte del pubblico di centrodestra della proposta lanciata al Megawatt.

Secondo Huffington Post il popolo di centrodestra è più favorevole alla linea Meloni-Salvini. Ciò emerge da un sondaggio di Scenari Politici. Il tandem Salvini-Meloni raccoglie il 67,6% dei consensi a fronte di un polo più moderato composto da Forza Italia e l’Ncd di Angelino Alfano. Una tendenza confermata anche dalle risposte sul futuro leader della coalizione. Alla domanda “Quale tra questi leader vorrebbe alla guida del centrodestra?”, il 35,1 per cento degli intervistati sceglie Salvini che, sommato al 16,6 per cento raccolto da Giorgia Meloni, arriva al 51,7 per cento. Un distacco netto rispetto al 27,4 per cento ottenuto da Parisi. Huffington Post pubblica anche indiscrezioni da Villa Certosa secondo cui Silvio Berlusconi non  sarebbe rimasto molto affascinato dal debutto di Parisi. Il famoso “quid” che mancava ad Alfano insomma mancherebbe anche a lui, perché per il popolo non bastano i programmi, servono anche emozioni.  Elogi a Stefano Parisi giungono invece da Renato Brunetta che scrive su Fb: “Che dire, le sue parole sono assolutamente condivisibili, mi ci ritrovo pienamente”.

Il Foglio lancia invece un sondaggio esclusivo di Swg con le seguenti percentuali i consenso: 46% favorevoli a Parisi, 35% che dicono no alla sua leadership e 19% di indecisi. La domanda rivolta nel sondaggio era: Parisi può essere il leader del centrodestra?

Oltre i sondaggi, Parisi non è stato poi così conciliante verso gli esponenti del centrodestra: ha spinto sull’acceleratore della discontinuità e del superamento, deludendo le aspettative di chi era pronto a giurare che nel suo discorso avrebbe cercato di riequilibrare a destra le sue posizioni parlando anche di Islam e moschee. Invece ha sottolineato una questione di metodo nella selezione della classe dirigente: “La politica non è solo riunioni di segreteria o di gruppi parlamentari che secondo me annoiano pure un po’ le persone. Non c’è più l’adesione al partito con una tessera. Dobbiamo anche chiarire alcune questioni di fondo: la politica deve essere legalità, persone integre che non fanno politica per interesse personale e nemmeno per avere il posto fisso in Parlamento e poi deve essere chiaro che se uno perde va a casa. Serve esperienza, non basta essere usciti dalle primarie con il web o non avere avvisi di garanzia, anzi magari se ne hai qualcuno è perché hai lavorato bene”.