Germania attacca Grecia, Francia e Italia: “Governi di sinistra poco intelligenti”

Dopo l’armonia celebrata nelle scorse settimane prima a Ventotene e poi a Maranello, tornano a riaffiorare divisioni tra Italia e Germania sul doppio fronte delle ricette europee per rilanciare la crescita e delle politiche della BCE. Il leader degli eurodeputati popolari, il bavarese Manfred Weber, ha attaccato il vertice fra sette Paesi del Mediterraneo organizzato ieri ad Atene dal premier greco Alexis Tsipras, al quale hanno partecipato anche il premier Matteo Renzi e il presidente francese François Hollande. «Tsipras è tornato ai suoi soliti giochetti», ha notato Weber. «L’Europa oggi ha bisogno di unità e non di ennesimi tentativi di divisione: nuove richieste continue da parte di Atene non portano da nessuna parte». Il capogruppo del Ppe all’Europarlamento ha poi sollecitato Tsipras a «cominciare a mettere pienamente in atto le riforme promesse» e ha criticato anche Roma e Parigi: «il fatto che il presidente Hollande, probabilmente per ragioni di politica interna, ed il primo ministro Renzi si lascino manipolare da Tsipras non è un vero segnale di senso di responsabilità», si legge su “la Stampa“.

Berlino: irresponsabile il vertice di Atene con Italia e Francia

Parole che hanno suscitato la replica del capogruppo dei socialisti europei, Gianni Pittella, che ha definito “patetico” l’attacco del suo collega tedesco: «Weber farebbe meglio a pensare ai suoi amici falchi dell’austerità, i veri responsabili della stagnazione europea, prima di puntare il dito contro chi fa ripartire l’economia dopo anni di disastrosa guida dei conservatori». Nello scontro si è inserito, con una battuta al vetriolo, anche il cristiano-democratico Wolfgang Schauble. «Pensavo fosse una riunione di leader di partito, su questo non commento. Quando si incontrano i leader socialisti per lo più non ne viene fuori nulla di molto intelligente», ha affermato il ministro delle Finanze tedesco a margine di una riunione informale dell’Eurogruppo e dell’Ecofin a Bratislava. Schauble ha poi addossato alla BCE la corresponsabilità degli enormi surplus commerciali della Germania: le politiche espansive della BCE hanno provocato un “chiaro calo” del cambio dell’euro, ha spiegato. Già in passato, ha continuato, ho fatto notare che cosi sarebbe aumentato il surplus in tutta l’Eurozona, per cui «non bisogna meravigliarsi». Parole che seguono di pochi giorni uno studio dell’istituto Ifo secondo il quale quest’anno la Germania dovrebbe centrare un surplus commerciale di 310 miliardi di dollari, il più alto al mondo, superiore anche a quello della Cina. L’avanzo delle partite correnti dovrebbe salire all’8,9% del Pii (era all’8,5% nel 2015), ben al di sopra della soglia del 6% considerata accettabile dalla Ue sul lungo periodo.