Frauke Petry lancia la sfida alla Merkel: «Basta profughi, è un disastro»

“La gente non si fida più delle Volksparteien”, dei due grandi partiti che hanno dominato la scena politica tedesca del dopoguerra, Cdu e Spd. È stata questa la prima reazione di Frauke Petry, leader dei populisti dell’Afd, intervistata dalla Zdf dopo i primi clamorosi exit poll che parlavano di un sorpasso storico. Poi confermato dai risultati definitivi: nel Meclemburgo-Pomerania l’Afd ha superato la Cdu ottenendo il 20,8% dei voti contro il 19% del partito di Angela Merkel, che avrebbe perso quasi quattro punti rispetto al 2011, si legge su la Repubblica.

L’Afd, per la prima volta nella storia, diventa il secondo partito

E non in un Land qualsiasi: pur essendo piccolo, dal punto di vista della popolazione – appena il 2 per cento dei tedeschi vive qui – nel Meclemburgo-Pomerania c’è il collegio elettorale della cancelliera. I populisti entrano trionfalmente nel nono Parlamento regionale. E sono premiati ancora una volta, come era avvenuto anche alle altre tornate elettorali regionali, da una maggiore partecipazione al voto: 60,5%, nove punti in più rispetto al 2011.

L’Afd ha vinto la battaglia culturale sui profughi

Una débacle che secondo Petry ha una sola spiegazione: “La catastrofica politica dei profughi che domina tutto”. Anche Peter Tauber, segretario della Cdu, ha parlato di un “risultato amaro”, condizionato troppo “dalla volontà di esprimere un voto di protesta”, soprattutto per la politica sui profughi. Sembra evidente che si è trattato anzitutto di un plebiscito sulla politica “delle porte aperte” della cancelliera. Leif-Erik Holm, il leader Afd nel Land, ha rivendicato il fatto di “aver puntato sui profughi, mentre gli altri politici volevano parlare di altro”.