FI, clima più disteso intorno a Parisi. Brunetta: “Viva Stefano a patto che…”

FacebookPrintCondividi

Un cambio di passo su Stefano Parisi, ma a ad alcune condizioni: si registra un clima più disteso indubbiamente a Giovinazzo, dove è in corso la seconda giornata di Everest, il campus dei giovani di Forza Italia. L’intervento dello “stato maggiore” del partito  sembra rafforzare la decisione di Silvio Berlusconi di mettere nelle mani dell’ex candidato sindaco di Milano l’organizzazione del nuovo corso di Forza Italia. I mal di pancia erano stati tanti, la decisione del Cavaliere era sembrata a molti analisti la messa in mora della classe dirigente del partito. Ora cambiano i toni, a partire da quello dei capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta, che però lancia segnali importanti. «Dobbiamo essere grati a Silvio Berlusconi per quello che ha fatto e per quello che dovrà fare ancora con noi»,  esordisce tanto per essere chiari. «Nel nostro movimento esiste un solo leader e il suo nome è Silvio Berlusconi. C’è un solo federatore del centrodestra unito, ieri oggi e domani, e il suo nome è Silvio Berlusconi». Quindi aggiunge: «Viva Stefano Parisi se viene a darci una mano in questo momento difficile ma straordinariamente fecondo. Una mano di idee e se riesce a farci conquistare i tanti elettori che abbiamo perso. Ma attenzione, tutto questo deve avvenire nella chiarezza dei valori e della collocazione in questo momento politico». «Sono amico di tante personalità del centrodestra – ha sottolieato Brunetta – ma lo dico con chiarezza: alcuni non possono trovare la loro casa nel nostro centrodestra di governo se votano “sì” al referendum e le fiducie al governo Renzi».

Brunetta: «Parisi dica no al referendum, altrimenti…»

«Lavoriamo tutti per il no al referendum e per mandare a casa Renzi. Chiunque voglia stare con noi lo deve fare rispettando queste due condizioni». Brunetta detta l’agenda: «Faremo convention programmatica di Forza Italia e Stati generali del centrodestra di governo. Parisi, che  è una persona seria, ci racconti quello che vuole fare, le idee, ma non pensi – ha aggiunto – di fare una Opa su un intero schieramento. Sarebbe ridicolo. Il ragazzo è troppo intelligente per pensare a questo. Noi siamo qui a Giovinazzo come centrodestra unito, come Forza Italia, come dirigenti di un grandissimo partito e andremo avanti. È benvenuto chiunque sia per il no al referendum e chiunque non voti la fiducia a Renzi. «Ecco perché dico grazie, no, non ci interessa – ha concluso – un Parisi che si mette assieme ad Albertini che vota sì al Referendum e sì alla la fiducia a Renzi». Più chiaro di così.

Toti: «Il referendum occasione per tornare alla guida del Paese»

Sulla stessa lunghezza d’onda circa la battaglia referendaria è il governatore della Liguria, Giovanni Toti. «Credo che il centrodestra debba cogliere la campagna referendaria per candidarsi alla guida del Paese», chiarisce nel suo intervento a Giovinazzo. «Per farlo ritengo si debba partire dalla piattaforma politica che il centrodestra già ha. La coalizione si deve dare delle regole – ha aggiunto – per confrontarsi al suo interno quanto a contenuti e selezione classe dirigente. In tutto questo non uno ma mille Stefano Parisi perché – ha spiegato Toti – pur restando giusto che i partiti sappiano aprirsi, con delle regole legate al consenso ed alla fiducia, non è possibile che chi arriva dalla società civile acquisisca un diritto superiore a chi si è spaccato la schiena sotto i gazebo come i tanti amministratori che hanno fatto politica». Sarebbe sciocco porre veti e ostacoli, «Stefano Parisi può dare un contributo importante al centrodestra», concorda Mariastella Gelmini. « Si deve guardare al futuro con la volontà di vivere con coraggio una nuova stagione e per far questo bisogna aprirsi. Chi è già in campo ha il dovere di dare il meglio di sé e chi ha voglia di unirsi a questa squadra è bene che lo faccia». Da parte sua Antonio Tajani, vicepresidente vicario del Parlamento europeo, ha rilevato che «Parisi non è alternativo alla classe dirigente di Forza Italia. Tutti sono stati da me invitati alla convention organizzata a Fiuggi il 9 e 10 settembre per confrontarci, per portare avanti un dibattito aperto perché il futuro del centrodestra è sempre più allargato. Dobbiamo essere in tanti e coesi perché l’avversario non è certamente in casa nostra, ma fuori».