Fermi tutti, Renzi ha l’arma segreta contro i terroristi: le canzoni di Pupo

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Dai, che Matteo Renzi ha trovato la soluzione definitiva nella lotta allo stato islamico: «La musica fa paura a questi terroristi», ha detto, aggiungendo che per questo «dobbiamo portare sempre più musica nelle scuole». Dev’essersi ispirato al pianista di Imagine, quello che andò a suonare davanti al Bataclan e che abbiamo visto quale effetto prodigioso abbia avuto sulla sicurezza in Francia.

Per Renzi la musica spaventa i terroristi

No, non è consigliabile fare ironia su queste cose. Ci sono la morte, il dolore, la paura. Epperò, certe volte, certe manifestazioni retoriche davvero chiamano sarcasmo e cinismo. C’è da dire, a discolpa del nostro presidente del Consiglio, che il suo ragionamento era meno banale di così e che è vero che «la musica è un pezzo della nostra identità», «un pezzo della bellezza che noi siamo» e che quelli odiano. C’è però qualcosa di surreale e autolesionistico in un capo del governo che da un lato dice che «dobbiamo portare sempre più musica nelle scuole, educarci tutti insieme perché i nostri valori sono più grandi delle minacce dei terroristi» e dall’altro tace che l’Italia ha inviato 300 uomini in Libia, dei quali 200 paracadutisti della Folgore.

Puntare tutto sulla “brigata pianoforte”

I terroristi odiano «la bellezza che siamo noi», ma approfittano della mollezza che noi mostriamo. Allora, caro Renzi, va bene ricordare che la bellezza salverà il mondo, va bene spaventare i terroristi con la musica, va bene anche che non si faccia cenno alla “musica” delle armi dei nostri soldati meglio addestrati. A patto che questa strada la percorriamo bene e fino in fondo. Rendiamola davvero terrorizzante: annunciamo che la “brigata pianoforte” sarà addestrata da Pupo.