Errani, una nomina per ricostruire… non le zone terremotate ma il Pd

Errani serve, non alle zone terremotate, ma agli equilibri interni del Pd. È questo il duro commento del centrodestra alla notizia che il Consiglio dei ministri  ha ufficializzato la nomina dell’ex governatore dell’Emilia Romagna Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. Vanno all’attacco i principali esponenti di Forza Italia.

Maurizio Gasparri giudica la  scelta di Errani un «errore». «Renzi lo ha nominato commissario per risolvere problemi di equilibri interni al Pd. È vergognoso». Il vicepresidente del Senato lo dice su twitter . Sulla stessa linea Renato Brunetta. Secondo il capogruppo di FI alla Camera si tratta di una «nomina di parte politica, partitica, finalizzata più alla ricostruzione del Partito democratico che delle zone terremotate». Brunetta lo ha dichiarato  parlando con i giornalisti a margine dell’audizione del sottosegretario Claudio De Vincenti sul sisma che ha colpito il centro Italia. «Renzi aveva chiesto coesione, unità, ma non ha chiesto nessun parere a nessuno e ha fatto come al solito, di testa sua, sulla base delle proprie esigenze politiche, di partito. Per questa ragione noi siamo totalmente in disaccordo, lo diremo nelle sedi parlamentari e faremo in modo che questo metodo renziano venga bloccato. Noi chiediamo trasparenza, responsabilità, non slogan. ‘Casa Italia’, un bel nome, uno slogan vuoto, non sappiamo cosa c’è dentro. Troppe chiacchiere, pochi fatti». «La lunga introduzione del sottosegretario De Vincenti – prosegue l’esponete azzurro – non ci ha affatto rassicurato». Brunetta chiede a Renzi: «Della messa in sicurezza delle scuole, che era un suo impegno di 30 mesi fa, che ne è stato? Dagli ultimi dati emerge che sono stati spesi solo 400 milioni di euro. Un totale fallimento. Questo è Renzi, questo è il suo opportunismo. Renzi comincia male, comincia con il piede sbagliato. Con il referendum gli italiani avranno modo di dire una parola definitiva su questa parentesi di governo, su questa parentesi di democrazia nel nostro Paese».