Dal Piemonte alla Sicilia: ecco i trucchi per alzare gli stipendi dei consiglieri

FacebookPrintCondividi

Dopo gli scandali sui privilegi della casta avevano proclamato tagli del 20 per cento a tutti i consiglieri regionali, ma in nove Regioni non è andata esattamente così. Con un semplice trucco i consiglieri si sono aumentati gli stipendi. Le retribuzioni nette sono così aumentate alla faccia della lotta agli sprechi. Come si legge in un’inchiesta de LaVerità - il quotidiano di Maurizio Belpietro da oggi in edicola – nel Lazio nel 2010 un consigliere regionale prendeva 7.287 euro netti, oggi ne prende 7.656; in Veneto ne prendeva 5.818 e oggi 7.181; in Piemonte ne prendeva 6.690 e oggi ne prende  7.121; in Toscana  ne incassava 4.929 e oggi 6.308; in Abruzzo ne prendeva 6.599 e oggi ne prende 8.431;  in Basilicata ne prendeva 8.333 e oggi ne prende 8.831; in Molise ne prendeva 7.131 e oggi ne prende 7.984; in Umbria ne prendeva 5.205 e oggi ne prende 7.326; e, infine, in Friuli ne prendeva 5.152 e oggi ne prende 6.345. Mentre  nelle restanti undici  è diminuito  in misura impercettibile, tranne nelle due regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna dove si partiva da livelli più alti. Oggi dopo la riduzione un deputato siciliano prende 8.184 euro netti al mese e il collega sardo  7.521.

Ecco come le Regioni hanno aumentato gli stipendi

L’inchiesta su LaVerità, firmata da Mario Giordano, spiega anche il meccanismo attraverso il quale i consiglieri regionali continuano a sperperare denaro pubblico. Lo ha rivelato il docente boccononiano Roberto Perotti, nel suo libro Status Quo: il governo, spiega Perotti, ha posto un tetto solo alle remunerazioni totali lorde, non ha detto nulla sul modo in cui esse vengono formate. Quindi i consiglieri regionali hanno tagliato di molto la parte tassata, cioè l’indennità di carica, e hanno alzato i rimborsi spese, che non sono tassati. Ne consegue che lo stipendio lordo tassato risulta ridotto, ma il netto aumenta. E così i consiglieri del Lazio dicono che il loro stipendio lordo è passato da 13.366 a 11.100, ma in realtà  ogni mese incassano quattromila euro in più. E lo stesso stratagemma è usato anche nelle altre otto Regioni.