Drogata di Internet, uccide la madre che provava a disintossicarla

Un caso efferato di matricidio ha acceso di nuovo i riflettori in Cina sui famigerati campi per “liberarsi” dalla dipendenza da Internet, in una storia brutale da diventare – manco a dirlo – virale sui social newtwork. Una decina di giorni fa, una ragazza di 16 anni di nome Chen Xinran s’è presentata in una stazione di polizia nella provincia dello Heilongjiang per l’omicidio di sua madre Li Xiaomei: per una settimana, l’ha tenuta prigioniera legata a una sedia e l’ha lentamente fatta morire di fame. La ragazza ha inviato foto e video della madre a sua zia chiedendo denaro per il rilascio. A “riscatto” arrivato, Li era ormai in fin di vita: chiamata l’ambulanza, Chen è fuggita, ma i medici non hanno potuto far nulla, ha riportato il quotidiano The Paper. Durante l’interrogatorio, l’adolescente ha confessato di aver messo in atto una vendetta per essere stata spedita contro la sua volonta in uno dei 250 campi censiti in Cina che si occupano di “rieducare la dipenDdenza da Internet”. Luoghi infernali, noti per le misure drastiche, le punizioni severe e le “pratiche militari” che li hanno fatti finire periodicamente sotto accusa. Chen ha detto di avervi trascorso quattro mesi intrappolata in quella che ha descritto come “una gabbia terribile” tra torture ed elettrochoc.

I campi di rieducazione da Internet

Secondo le autorità cinesi, sarebbero 24 milioni i cinesi “malati”  di Internet. Altri 18 milioni sarebberp a rischio grave. Sembrano numeri incredibili, ma bisogna pensare che in Cina ci sono 688 milioni di persone collegate a internet, tra queste 620 milioni lo usano via smartphone e il tempo di navigazione medio è valutato in 3,7 ore al giorno. Ecco perché psicologi e psichiatri cinesi sono stati attivati nei centri di rieducazione dal web.