Raggi di nozze gay. La sindaca agli sposi: «Adesso divertitevi»

Sabato scorso per incontrare i bambini dell’Azione cattolica e i vescovi in San Pietro, Virginia Raggi non ha avuto tempo. Troppo impegnata a fare la spesa con la scorta e l’autoblu. Come non aveva tempo per incontrare gli atleti romani diretti alle Olimpiadi di Rio. Anche in quel caso le faccende burocratiche e il bambino, usato mediaticamente a intermittenza, l’avevano portata a disertare l’incontro con i ragazzi. Della nomina del nuovo assessore al Bilancio non è dato sapere nulla. La giunta grillina è paralizzata, la Lombardi stessa chiede trasparenza, le delibere sono appena 33 (record negativo della storia del Campidoglio). L’inerzia è totale, ma quando stamattina c’è stato da celebrare il primo matrimonio gay, nella sala rossa del Campidoglio, il sindaco si è messa in ghingheri e si è precipitata con tanto di codazzo di fotografi. La prima cittadina ha celebrato orgogliosamente la prima unione civile omosessuale ai sensi della Legge Cirinnà. Gli sposi sono Francisco Raffaele Villarusso, 43 anni, nato a Cerignola, e Luca De Sario, 30 anni, di Roma. Il sì è stato salutato da un grande applauso di invitati degli sposi e supporter grillini.

La Raggi come Marino: nozze gay una priorità

«Benvenuti, vi vedo emozionatissimi e giustamente. È un momento importante, una grande emozione, nasce una nuova coppia e una famiglia». Così Virginia Raggi, nel corso della cerimonia con cui ha celebrato la prima unione civile omosessuale di Roma. «Vi auguro una unione lunga e divertente – ha aggiunto – potrebbe avere qualche scossone ma vi auguro di superare gli ostacoli che la vita ci pone davanti. Questa è la sfida che vi accingete ad intraprendere, andate avanti a testa alta con forza e divertitevi, il segreto è divertirsi. Vi auguro una vita intensa» ha concluso la prima cittadina della capitale prima di leggere gli articoli del codice così come previsto dalla procedura. Poteva rinunciare? Ovviamente sì. Poteva delegare, poteva andare al suo posto un assessore o un consigliere comunale, come ha fatto in altre occasioni. Ma la mossa politica è chiara. Quello sulle unioni civili e sulle nozze gay è un fiore all’occhiello del Movimento 5 Stelle. Una priorità dietro cui nascondere l’incapacità. Come faceva il suo predecessore, il sindaco Ignazio Marino, che per riguadagnare consensi andava ai gay pride. Emergenza rifiiuti, trasporti e gli altri problemi di Roma possono attendere.