Da “Everest” una spinta alle primarie del centrodestra. Ma Parisi si oppone

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Prove tecniche di rilancio nel segno delle primarie. Si può sintetizzare così l’ultima edizione di Everestil campus politico dei giovani di Forza Italia, che anche quest’anno si è riunito a Giovinazzo, in Puglia su input del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. Un evento che ha registrato la presenza e la partecipazione di oltre 600 giovani provenienti da ogni parte d’Italia. Si tratta di ragazzi che – ha spiegato Gasparri – «vogliono prepararsi ad essere dirigenti e militanti, evitando quell’improvvisazione grillina che non è, come Roma dimostra, la soluzione».

Conclusa la “tre giorni” organizzata da Gasparri

Ma l’esponente azzurro lancia lo sguardo alle prossime scadenze politiche, che lui vede molto ravvicinate: «Attrezziamoci – fra detto infatti concludendo i lavori di Everest - affinché siano i cittadini e gli elettori a dirci chi deve guidare accanto a Berlusconi la campagna elettorale, che da qui ad un anno sarà in pieno svolgimento». Nel centrodestra, in particolare tra i berlusconiani, il tema delle primarie rischia di diventare divisivo. Ma in proposito Gasparri non sembra nutrire dubbi: «La selezione del leader – ha spiegato – io credo avverrà con una forma di primarie e di coinvolgimento popolare perché oltre a Forza Italia ed alla società civile ci saranno altri partiti che vorranno partecipare». A Giovinazzo ha pesato anche l’ombra di Stefano Parisi, già candidato sindaco di Milano, il cui ruolo sta animando il dibattito tra gli azzurri. Ad Everest ne hanno parlato in un pubblico confronto – tra gli altri – anche Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini. Un confronto che ha evidenziato tesi, idee e soluzioni della classe dirigente azzurra. «Se poi qualcun altro si vuole aggiungere – ha incalzato Gasparri – ben venga, ma dovrà dimostrare sul campo di avere il consenso».  L’ipotesi delle primarie non convince però Parisi, che nel tardo pomeriggio, parlando  alla Festa del Fatto, definisce le primarie stesse «fonte di grandissime fratture e divisioni».  «O si fa una cosa seria – aggiunge- come negli Usa, afferma a rinforzare il concetto, oppure se le primarie “sono quelle viste dal Pd a Napoli o a Milano, lasciamo perdere»

 

Ad Everest hanno partecipato oltre 600 giovani

Everest non poteva certo eludere il tema del referendum confermativo sulle riforme costituzionali. Sul punto Gasparri è stato più diretto ed esplicito del solito: «Siamo impegnati sul territorio, mortificato da questa riforma, a cui diciamo “no” nel merito. C’è poi – ha concluso – anche una risposta politica a Renzi che si è incartato su questo referendum. Sarà chiamato a rispondere non solo della riforma sbagliata, ma anche della sua arroganza, della crescita zero, del fallimento della rottamazione e del disastro dell’immigrazione».