Croazia, i conservatori aprono alla destra popolare. Sinistra spiazzata

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Dopo il successo elettorale nelle politiche anticipate di domenica in Croazia i conservatori guidati da Andrej Plenkovic, che hanno ottenuto il 36,5% dei consensi, hanno avviato in queste ore i negoziati per la formazione del nuovo governo. L’europarlamentare Plenkovic, giocando di anticipo sulla sinistra che puntava a un governo di solidarietà nazionale, ha invitato al tavolo delle trattative il partito Most (Ponte), giovane formazione eterogenea di orientamento conservatore, che alle elezioni si è confermata terza forza del Paese con poco meno del 10% dei consensi, e i cui deputati sono determinanti per una eventuale coalizione. Secondo gli analisti croati in questo momento Plenkovic ha molte più probabilità di formare il governo della Croazia insieme a Most, che viene percepito come tendenzialmente più nazionalista e conservatore, secondo alcuni vicino ad un’ala tradizionalista della Chiesa cattolica in Croazia.

Croazia, i conservatori verso il governo

Si va dunque verso una riedizione della coalizione che ha caratterizzato il governo uscente. A differenza del suo predecessore alla guida dell’Unione democratica croata (Hdz, conservatori), Plenkovic ha rifiutato l’idea di cercare un primo ministro di compromesso, come il premier uscente Tim Oreskovic, manager canadese di origini croate senza esperienza in politica. I conservatori guidati da Plenkovic insistono perché il primo partito debba esprimere il nuovo primo ministro nella persona del suo leader. Le trattative saranno difficili date le le precondizioni poste in campagna elettorale da Bozo Petrov, leader di Most e vicepremier uscente. Ma di sicuro la sinistra si trova spiazzata dalle ultime mosse degli avversari che dicono no a un governo di coalizione e di compromesso.