L’India spreca tonnellate di cibo l’anno, ma si muore di malnutrizione

L’India sta producendo sempre più prodotti alimentari ma allo stesso tempo spreca ogni anno circa 67 milioni di tonnellate di cibo, ossia l’equivalente della produzione industriale di questo settore in Paesi tipo la Gran Bretagna, per un valore di oltre dodici miliardi di euro. Lo scrive l’Hindustan Times. Riferendo dei risultati di un rapporto del Ciphet, ufficio studi del ministero dell’Agricoltura indiano, il giornale chiarisce che questa somma equivale al consumo per un anno di alimentari di uno Stato indiano come il Bihar, o a due terzi del denaro che l’India spende per distribuire cibo a 600 milioni di suoi poveri. Il Ciphet chiarisce che questo stato di cose è dovuto ad un improprio trattamento di frutta, vegetali e sementi, ad una mancanza di magazzini a prova delle intemperie, molto intense in India e alla quasi totale assenza di tecnologie del freddo nella parte terminale della distribuzione.

In India il 50% dei bambini muoiono per malnutrizione

Un controsenso in un Paese che ha un altissimo indice di malnutrizione. L’Indice Globale della Fame (GHI) colloca l’India al 63esimo posto, rispetto ai 78 Paesi più affamati del mondo, dove sopravvive un terzo dei bambini malnutriti del mondo, per il 47 per cento sottopeso e quelli sotto i tre anni per il 46 per cento risultano troppo poco sviluppati rispetto alla loro età. Le statistiche più recenti ci dicono anche che il 50 per cento dei bambini indiani muore per malnutrizione.