Cameron lascia anche il seggio da deputato:«Con la politica ora basta»

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David Cameron dice basta. Perciò questa volta è proprio finita: cala il sipario sulla sua carriera politica. L’ex premier conservatore ha presentato le sue dimissioni anche da deputato, ”con effetto immediato”. ”Ci ho pensato molto a lungo e questa è la cosa giusta da fare, sarebbe troppo difficile restare da ex primo ministro in Parlamento in una posizione defilata”, ha dichiarato l’ex leader Tory, che ora è deciso a farsi una vita al di fuori di Westminster, dedicandosi fra l’altro al volontariato. Eppure in un primo momento dopo l’uscita da Downing Street per la sconfitta nel referendum sulla Brexit Cameron aveva affermato di voler rimanere alla Camera dei Comuni fino al 2020. Ma non è stata così. Nell’annunciare il suo addio ha sottolineato anche come la sua eventuale permanenza ai Comuni avrebbe rappresentato una ”distrazione” rispetto alle importanti decisioni che deve ora prendere il suo successore, la premier Theresa May. ”La sostengo pienamente – ha detto ancora Cameron – e confido nel fatto che la Gran Bretagna riuscirà a prosperare sotto la sua leadership”. Secondo molti osservatori non sarebbe così. L’uscita di scena di Cameron non sarebbe stata decisa a caso ma proprio nel giorno in cui nel Parlamento si entra nel vivo del dibattito sulla controversa riforma scolastica proposta dalla May che vuole un nuovo impulso alla creazione delle ‘grammar schools’, istituti prestigiosi e di qualità, ma tendenzialmente elitari. Cameron negli anni da premier aveva sempre resistito con forza a chi all’interno del suo partito le proponeva, puntando invece sul modello delle ‘academies’ sovvenzionate dallo Stato. Questo e forse altri punti di divergenza, casomai sull’iter della Brexit, hanno spinto l’ex primo ministro all’addio anticipato rispetto al 2020. Si chiude così definitivamente, a soli 49 anni, la carriera dell’esponente conservatore. Cameron era deputato per il seggio di Witney nell’Oxfordshire dal 2001, che ora verrà riassegnato con le elezioni suppletive, e aveva conquistato la leadership dei Tory nel 2005 per poi vincere le politiche del 2010, che segnarono il ritorno del suo partito al governo dopo l’epoca del New Labour. Ha occupato la carica di primo ministro per sei anni fino al referendum sulla Brexit del 23 giugno, il cui risultato favorevole agli euroscettici lo ha costretto, in quanto sostenitore della permanenza britannica nell’Europa, alle dimissioni. La sua decisione non sembra aver meravigliato più di tanto la May. La premier si è limitata a dire di ”essere fiera” di aver servito sotto Cameron come ministro dell’Interno, ha ricordato l’impegno dell’ex leader nel ristabilire l’economia dopo la crisi del 2008-2009 e nell’introdurre importanti riforme sociali. ”Auguro buona fortuna a lui e alla sua famiglia”, ha concluso la premier, ‘congedando’ il suo predecessore.