Al Book Festival di Pisa protagonista l’Irlanda, l’isola verde amata fin dal Medioevo

Mentre Torino e Milano si contendono i riflettori, Pisa ribadisce il suo impegno per la promozione della lettura. Dall’11 al 13 novembre il Pisa Book Festival tornerà al Palazzo dei Congressi della città, forte dei suoi 160 editori e delle loro nuove proposte editoriali. Tante le novità presentate dagli editori più «attivi», tra gli altri Iperborea, Sellerio, Il Sirente, Nottetempo, Fazi, Minimum Fax, Add, Marcos y Marcos, Lef, Sur, Sinnos, Emons, Clichy, Voland, Ediciclo, Giuntina, 66and2nd e Lapis. Il Pisa Book Festival prepara la sua quattordicesima edizione e lancia una sfida: se i contenuti sono validi e c’è l’interesse degli editori, col sostegno delle istituzioni locali, si riesce a fare una manifestazione di successo, capace di promuovere il libro, la lettura e la città che la ospita.

Quest’anno il Festival aprirà una finestra sul panorama culturale dell’Irlanda, ospitando diversi scrittori che costituiscono il fiore all’occhiello della letteratura irlandese. Il programma irlandese, curato in collaborazione con l’anglista Enrico Terrinoni, noto traduttore di James Joyce, presenta numerosi scrittori, tra cui Barry MacCrea, John McCourt, Cormac Millar e Conor Fitzgerald. Presenti al Festival con i loro libri anche Julian Gough, tradotto in Italia da Sagoma, e Eimar McBride, il cui romanzo «Una ragazza lasciata a metà» esce in Italia per l’editore Safarà. Non mancheranno gli esordienti, come Caitriona Lally, caso letterario in Irlanda e nel Regno Unito, che presenta in anteprima nazionale il romanzo Eggshells, definito dal Guardian «un debutto coraggioso». Madrina eccezionale del Festival sarà Catherine Dunne, la scrittrice irlandese più letta in Italia, che terrà il discorso di apertura.

Un omaggio all’Irlanda che è anche una scommessa sull’immaginario perché l’Irlanda, l’antica Erin celtica, occupa uno spazio privilegiato nella cultura occidentale a partire dal Medioevo, quando conobbe un’enorme diffusione un testo che fu per l’epoca un vero e proprio best seller, la Navigazione di San Brendano, tradotto in diverse lingue: anglo-normanno, francese, provenzale, catalano, inglese, olandese e svariati dialetti germanici. Si trattava di una cronaca in latino redatta verso il IX-X secolo da un anonimo monaco irlandese il quale, rielaborando leggende locali, solo in parte cristiane, narrava del viaggio compiuto dal santo alla ricerca dell’Isola dei Beati.

Ma passando a tempi più vicini a noi di notevole fortuna ha goduto il personaggio di Agnes Browne, eroina della celebre trilogia di Brendan O’Carroll pubblicata a tempo di record negli anni ’90 e poi approdata dopo l’immediato successo letterario, nello star system in un film omonimo diretto e interpretato da Angelica Huston nel 1999. Recentissimo infine il successo dei libri di Edna O’Brien, (valga per tutti la trilogia Ragazze di campagna) che ritrae personaggi femminili dallo spirito indomito e generoso, accreditandosi come una delle maggiori interpreti della narrativa al femminile.