Apple, è già iPhone 7 mania: code da New York a Tokyo passando per Roma

Da Tokyo a New York, passando per Roma, anche oggi si è ripetuto il rito delle code: gli iPhone 7 sono arrivati in 30 paesi del mondo e Apple fa un po’ fatica a stare dietro alle richieste poiché molti dispositivi sono già sold out dai preordini. Mai come quest’anno, dopo la doccia fredda dell’Ue sul fisco e un mercato degli smartphone vicino alla saturazione, l’azienda di Cupertino punta tutto sul dispositivo che rappresenta i due terzi dei suoi ricavi.

New York, dal 27 agosto accampato davanti all’Apple Store

A mettersi in coda per primi, per fuso orario, i fan australiani della Mela morsicata; poi l’Asia e l’Europa, con l’Italia riammessa dopo anni nel primo turno di lancio. A chiudere gli Stati Uniti con il record detenuto da un signore accampato dal 25 agosto davanti all’Apple Store sulla Quinta Strada. Quest’anno le code sono più moderate: Cupertino nei giorni scorsi ha fatto sapere che diversi modelli erano esauriti già dai preordini (come gli iPhone 7 Plus e gli iPhone 7 nel colore Jet Black) e probabilmente in molti hanno ritenuto inutile consumare un’attesa di ore. Chi non ha prenotato online, quindi, dovrà aspettare alcune settimane per metter mano sui dispositivi, anche fino a novembre. Una mancanza di disponibilità che potrebbe dipendere da un ritardo nell’inizio della produzione, come ipotizzato da alcuni analisti, oppure da una precisa strategia commerciale.

L’iPhone 7 in un anno cruciale

Il lancio dell’iPhone 7, il prodotto di punta, arriva in un anno cruciale per Apple. Prima il braccio di ferro con l’Fbi per lo sblocco dell’iPhone del killer della strage di San Bernardino, poi la decisione della Ue di richiedere alla società 13 miliardi di tasse non versate all’Irlanda. E pochi giorni fa si è diffusa la notizia che è sarebbe arrivato al capolinea il progetto di Cupertino per realizzare un’auto senza guidatore e fare concorrenza a Google. Infine, benché il colosso tecnologico sia una delle società che vale di più al mondo, nel 2016 ha dato il primo segnale d’arresto con un calo dei ricavi e 10 milioni di iPhone venduti in meno. Non si era mai visto dal 2007, anno in cui Steve Jobs lanciò il primo iPhone, inaugurando l’epoca degli smartphone. Ora il settore dà  chiari segnali di saturazione e si basa sempre di più sulla sostituzione dei vecchi apparecchi piuttosto che su nuovi utenti. A certificare questo trend la società di analisi Idc: stima che nel 2016 la crescita si attesterà ad un misero 1,6%, in caduta libera rispetto al 10,6% dell’anno scorso. Bisognerà aspettare fine ottobre, data della prossima trimestrale, per capire quanto l’iPhone 7 ha convinto il mercato. Nel primo week-end di lancio, infatti, Apple non comunicherà i dati vendita come ha fatto negli anni precedenti.