Ancora terrore negli Usa, trovate altre 3 bombe nel New Jersey (video)

America senza tregua. Sotto attacco, multiplo: diversi funzionari di polizia temono infatti che una cellula terroristica attiva composta da molteplici attori possa essere al lavoro nell’area di New York e New Jersey: a riportarlo è la Nbc News citando gli stessi ufficiali. Del resto, tanti gli esplosivi piazzati da New York al New Jersey. Tanta la paura da quell’esplosione a Chelsea di sabato notte. Tanti i pericoli in agguato e le piste da seguire per la task force d’oltreoceano che, dalle stazioni ferroviarie all’aeroporto di Newark, cercano di disinnescare minacce di morte disseminate a macchia di leopardo e di risalire ai loro spietati autori. E allora, gli  inquirenti che indagano sui cinque ordigni esplosivi trovati in uno zaino ad Elizabeth, nel New Jersey, hanno rinvenuto altre tre bombe collegate tra loro con dei fili: a riportarlo praticamente in diretta è, ancora una volta, la Cnn spiegando che si tratta di ordigni tipo pipe-bomb (tubo bomba), senza precisare dove è avvenuto il ritrovamento.

America sotto attacco: trovate altre 3 bombe nel New Jersey

Per ricostruire i concitati eventi delle ultime ore, dunque, occorrerà fare un passo indietro e tornare al racconto dettagliato reso dal sindaco di Elizabeth, Christian Bollwage, partito dal ritrovamento di una bomba all’interno di uno zaino insieme ad altri quattro ordigni, avvenuto sulla linea ferroviaria che collega Penn Station, a Manhattan, all’aeroporto internazionale di Newark. Il congegno è esploso mentre un robot di una squadra di artificieri dell’Fbi cercava di disinnescarlo, poco dopo le 0:30 di oggi (le 6:30 in Italia). Nella deflagrazione nessuno é rimasto ferito e l’Fbi ha potuto immediatamente tornare al lavoro per disinnescare gli altri 4 ordigni. L’allarme è scattato verso le 21:00 (le 3:00 in Italia), quando due uomini – secondo quanto riportano i media – avrebbero trovato un pacco sospetto dentro un secchio della spazzatura. Nel pacco si intravedevano alcuni tubi da cui fuoriuscivano dei fili elettrici. La Nbc riporta che fonti investigative parlano di un congegno molto simile all’ordigno esploso a Seaside Park, in New Jersey, domenica mattina. Immediatamente è stato interrotto il traffico ferroviario e sono stati bloccati tutti i treni in partenza da New York per il New Jersey.

L’Fbi ferma 5 persone dirette all’aeroporto Jfk

E non è ancora tutto. Quasi in contemporanea con l’allarme scattato ad Elizabeth, ad un posto di blocco nei pressi del ponte di Verrazano, a Brooklyn, gli agenti dell’Fbi hanno fermato cinque persone che – provenienti dal New Jersey e da Staten Island – viaggiavano in direzione dell’aeroporto Jfk e quel che è stato al momento appurato è che i 5 sono residenti di Elizabeth, la cittadina nello Stato del New Jersey dove ieri é stato trovato lo zaino con cinque ordigni esplosivi e dove oggi sono state rinvenute altre 3 bombe. Si pensa che i sospetti possano essere collegate all’esplosione di Chelsea, ma al momento non è ancora chiaro se ci sia anche un collegamento con l’allerta scattata ad Elizabeth anche in queste ore. Nei loro confronti, tuttora sotto interrogatorio, non sarebbero ancora stati presi provvedimenti. Ma i media parlano di armi nascoste nel loro suv. L’auto con i cinque arrestati è stata fermata a Brooklyn sulla Belt Parkway, una delle arterie che portano verso il principale scalo aereo di New York, il Jfk. Non è chiaro se la vettura si dirigesse proprio verso l’aeroporto oppure in direzione contraria verso il ponte di Verrazano in direzione Staten Island e New Jersey. Comunque, sempre secondo quanto riportano alcuni media, gli interrogatori già in corso puntano a chiarire ogni minimo dettaglio e spostamento. Intanto in una New York blindatissima sono arrivati i primi leader (tra cui Matteo Renzi e Barack Obama) che parteciperanno all’assemblea generale dell’Onu. Ed è una corsa contro il tempo da parte degli investigatori per fare chiarezza sull’esplosione di domenica sera, che a distanza di oltre 24 ore resta ancora un mistero per quel che riguarda gli autori e il movente.

Il mistero della telefonata anonima e i video “sospetti”

E mistero nel mistero, in queste ore il New York Post riporta la notizia di una telefonata anonima nella quale nelle scorse ore si annunciavano alla polizia di New York altre esplosioni dopo quella che sabato sera ha scosso il quartiere di Chelsea a Manhattan ferendo 29 persone. «Sto guardando l’esplosione in fondo all’isolato. Ce ne saranno altre», aveva detto l’anonimo interlocutore che ha telefonato alla polizia qualche ora dopo l’esplosione. Non solo: in base a quanto riportato in queste concitate dalla Cnn, alcuni video mostrerebbero in azione uno stesso uomo nei due siti a New York dove la polizia ha rinvenuto gli ordigni esplosivi, uno dei quali è deflagrato ferendo 29 persone. Mentre secondo la Nbc, che cita fonti vicino all’inchiesta, dai video in possesso della polizia emergerebbero tre persone sospette nelle indagini sull’esplosione a New York. In un filmato si vede un uomo che lascia cadere qualcosa dentro o vicino un cassonetto dei rifiuti sulla 23a strada, dove è poi esploso l’ordigno che ha ferito 29 persone. In un altro video riguardante la 27a strada, dove è stata rinvenuta la pentola a pressione “bomba”, si vedono invece un uomo che lascia dietro di sé una valigia o una valigetta, prima che altre due persone compaiano, estraggano l’ordigno e si allontanino solo con la valigia. Quindi, in un profluvio di annunci e indiscrezioni, il New York Times rivela che gli investigatori avrebbero identificato una «persona di interesse» ai fini delle indagini sull’ordigno esploso a Manhattan. Una persona che però non verrebbe considerata come un sospetto, dunque come l’autore dell’attentato.

Il biglietto scritto in arabo ritrovato sulla 27a strada

Attentato sul quale emergono via via nuovi, inquietanti particolari. Per esempio sulla bomba esplosa a Chelsea, nel cuore di Manhattan, realizzata con una pentola a pressione, così come il secondo ordigno rinvenuto pochi isolati dopo. I due ordigni esplosivi erano pieni di schegge e frammenti metallici, e concepiti per fare il massimo danno in termini di caos e di vittime. L’esplosivo utilizzato sarebbe la tannerite (una potente miscela di nitrato e perclorato d’ammonio) e come detonatori sono stati utilizzati vecchi telefonini cellulari a conchiglia e fili elettrici di alcune luci di Natale. Infine, in uno scenario di allarme e minaccia, acquista particolare valore ai fini delle indagini il ritrovamento sulla 27a strada a Ny di un biglietto scritto parzialmente in arabo. E secopndo diversi media Usa, peraltro, un uomo arabo sarebbe stato visto agire sospettosamente nell’area interessata dall’esplosione che ha causato il ferimento di 29 persone. Ma anche su questo, al momento, è mistero…