Matrimonio gay a Favria, “no” del sindaco: «È contro i miei principi etici»

A Favria, Comune di 5.200 abitanti in provincia di Torino non sarà celebrato nessun matrimonio gay. Il sindaco Serafino Ferrino, cattolico praticante, ha rifiutato di celebrare il matrimonio gay tra due ragazzi previsto per il prossimo mese di marzo. «Non è una sfida alla legge – assicura il primo cittadino – solo che non me la sento di andare contro precisi dettami etici che mi appartengono. E in questa posizione sono certo si trovino tantissimi sindaci in Italia». La vicenda ha già innescato polemiche e il caso potrebbe approdare in consiglio comunale con l’opposizione che minaccia di sfiduciarlo.

Matrimonio gay, il sindaco di Favria: «È una legge sbagliata»

«Il matrimonio non è stato impedito – precisa il primo cittadino – ma non ho intenzione di delegare nessuno. Questa legge è un errore e non vedo perché un sindaco debba essere obbligato a rispettarla andando contro i propri principi etici». Ai due ragazzi è stato proposto che a celebrare la loro unione sia il responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune: il funzionario, infatti, può farlo senza la delega del sindaco. Non dovessero accettare, i futuri sposi dovranno trovarsi un’altra location. Altrove, in Canavese, ci sono Comuni che hanno ottemperato alla nuova legge sul matrimonio gay. È il caso di Piverone che ha celebrato un’unione civile già il mese scorso. Ed è il caso di Vidracco, in Valchiusella, che si appresta a celebrare un matrimonio gay tra due donne.  Ma il sindaco di Favria è irremovibile.