Alemanno e Salvini sugli ambulanti: «Sospendere la direttiva Bolkestein»

«Siamo scesi in piazza oggi in circa 7mila». Lo hanno detto gli organizzatori della manifestazione in piazza della Repubblica a Roma contro la direttiva Bolkestein. Al sit-in hanno partecipato venditori ambulanti e del settore balneare per protestare contro la direttiva europea che prevede la messa all’asta delle concessioni. «Questa è una parte importante del lavoro italiano che rischia di essere distrutta da un’applicazione sbagliata sella direttiva». Lo dice Gianni Alemanno, intervenendo alla manifestazione degli ambulanti contro la direttiva Bolkestein. «L’Italia è uno dei pochi Paesi ad aver applicato la direttiva anche al commercio ambulante – continua Alemanno -. Per questo serve uno schieramento trasversale, da destra a sinistra, che voti un emendamento che sospenda l’applicazione della Bolkestein agli ambulanti, ridando fiato a questa categoria. Dopodiché si apra un tavolo di confronto – ha aggiunto Alemanno – per trovare regole giuste e sostenibili». Insomma, non può essere l’Europa a scegliere quello che fanno gli italiani. Lo devono scegliere da soli, ha detto Alemanno. «La nostra città senza ambulanti sarebbe più povera – ha concluso Alemanno – voi che avete le licenze non potete essere confusi con gli abusivi. Per questo tutti devono votare senza esitazioni il vostro emendamento». Anche il leader della Lega Matteo Salvini ha partecipato alla manifestazione: «Se Renzi decide di andare a Bruxelles sono pronto a togliermi la casacca della Lega e ad accompagnarlo, ma la battaglia deve farla lui. È una direttiva demenziale che mette a rischio 200 mila posti di lavoro per avvantaggiare gli abusivi», ha proseguito Salvini.

Storace: no alla Bolkestein, a fianco degli ambulanti

Sulla questione è intervenuto anche il governatore della regione Liguria Giovanni Toti: «L’Europa non può essere freno o peggio danno a peculiarità dei singoli Paesi. Non è pensabile che circa 200 mila aziende dedite all’attività ambulante rimangano senza concessione se la direttiva Bolkenstein verrà recepita dall’Italia. #noBolkenstein», ha infatti scritto il consigliere politico di Silvio Berlusconi. Da parte sua il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, e leader della Destra, Francesco Storace ha commentato: «I commercianti ambulanti manifestano a Roma e gridano forte la loro voglia di non arrendersi alla famigerata direttiva Bolkestein che, solo in Italia e Spagna, si è deciso di applicare alle bancarelle dei nostri mercati. Noi siamo al loro fianco. Proprio alla regione Lazio abbiamo presentato una proposta di legge – la numero 334/2016 – finalizzata ad anestetizzare la direttiva comunitaria almeno per questa categoria. Proponiamo la tutela del commercio sulle aree pubbliche. Non vogliamo nuova disoccupazione. Pretendiamo l’inapplicabilità della Bolkestein agli ambulanti. Vogliamo che Roma capitale e i comuni del Lazio rinnovino automaticamente le concessioni esistenti. Sono pochi articoli finalizzati a salvare la vita e il lavoro di tantissima gente. Ma la proposta – presentata a maggio – non fa un passo in avanti, né in commissione né in aula. Pare proprio che alla sinistra non importi un fico secco del destino di queste persone, del loro diritto a mettere assieme il pranzo con la cena: invece, pretendiamo segnali di vita a tutela del commercio ambulante. Sappiamo che il governo potrebbe impugnare la nostra proposta di legge; prima di tutto vogliamo vedere se Renzi ne avrà il coraggio; e soprattutto è sacrosanto arrivare anche al conflitto davanti alla Corte costituzionale per affermare che il lavoro è ancora un diritto in questo nostro Paese. A Roma, dove si contano 17mila famiglie di ambulanti, sono venuti da tutta Italia, perché la tragedia che sta per arrivare riguarda duecentomila imprese e almeno quattrocentomila addetti. Si prevede una massiccia partecipazione e vedremo se almeno questo comporterà un segnale di vita da parte del governo, del sistema delle regioni, delle amministrazioni locali. Finora gli ambulanti sono stati lasciati soli: non sono immigrati, e forse questa è la loro grave colpa in un Paese dominato dalla sinistra di chiacchiere e di governo».