Utero in affitto, in India si va verso il divieto per stranieri e gay

Il governo indiano ha approvato un progetto di legge per modificare la normativa in tema di utero in affitto, proibendo agli stranieri di ottenere un figlio in India con questo sistema e alle donne indiane di affittare l’utero più di una volta nella vita. Lo riferisce la tv Times Now.

Sull’utero in affitto arriva la stretta

In una conferenza stampa, la ministra degli Esteri indiana, Sushma Swaraj, ha spiegato che una legge è necessaria, perché «l’India è diventata negli anni un hub per le coppie desiderose di avere figli, generando però incidenti legati a pratiche non etiche». Rispetto alla legge in vigore, quella proposta al Parlamento limita solo agli indiani residenti la possibilità di affittare un utero, mentre ne chiude la possibilità agli indiani non residenti, agli stranieri, alle persone non legalmente sposate, ai single e agli omosessuali. Una donna indiana potrà essere scelta per una procedura di procreazione per conto terzi una sola volta nella sua vita, eliminando così il commercio che centinaia di cliniche svolgevano con donne spesso chiamate a procreare per altri una volta l’anno. Una coppia, ha ancora detto Swaraj, potrà accedere ai benefici della legge solo dopo cinque anni di matrimonio, e dietro presentazione di documentazione medica comprovante l’infertilità. Nella nuova legislazione infine sarà previsto il fenomeno dell’utero in affitto altruistico, in cui la donna che ospiterà l’ovulo fecondato potrà avere un grado di parentela con la coppia non fertile.