Ucciso Adnani, il portavoce dell’Isis che “agitava” i lupi solitari

Abu Mohammad al-Adnani, il capo della propaganda e “portavoce” dell’Isis, braccio destro operativo del Califfo al-Baghdadi, coordinatore del terrorismo in Occidente nonché agitatore dei “lupi solitari” che hanno insanguinato l’Europa, è stato ucciso ad Aleppo, la martoriata città siriana. Ad annunciarlo è Amaq, l’agenzia del sedicente Califfato, la macchina della propaganda creata dallo stesso Adnani, in un laconico messaggio che è stato captato e diffuso dal Site, il sito di monitoraggio dell’estremismo su internet.

Chi era Adnani

Figura sfuggente quanto quella di al-Baghdadi – benché di lui circolino diverse fotografie, con una taglia di 5 milioni di dollari sulla sua testa, Adnani sarebbe già scampato a un raid nel gennaio di quest’anno, nel quale sarebbe però rimasto ferito. Secondo il comando congiunto iracheno, avrebbe perso molto sangue e sarebbe stato operato d’urgenza in un ospedale. Il messaggio, in lingua inglese e araba, afferma che Adnani «ha subito il martirio mentre coordinava le operazioni per respingere la campagna militare contro Aleppo». E segue la minaccia di una vendetta. Siriano di Idlib, di età compresa fra i 37 e i 39 anni, Adnani era considerato dalle intelligence occidentali come il braccio destro del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi di cui, fra l’altro, non si registrano più messaggi da tempo. A lui, come capo della propaganda, si deve l’annuncio nel giugno del 2014 della fondazione dello Stato islamico gerarchizzato in un Califfato in Siria e Iraq, che proiettò in avanti il gruppo combattente Isis, uscito come una costola da Al Qaeda: da milizia e gruppo terroristico a entità politica, embrione di stato, in grado di governare un territorio che, come una terra promessa, attirasse aspiranti jihadisti da tutto il mondo. L’unità controllata da Adnani avrebbe inviato i suoi agenti in giro per il mondo ad organizzare le stragi e gli attacchi all’estero: in Germania, Austria, Spagna, Malaysia, Indonesia, Libano, Tunisia e Bangladesh.