Tutti contro tutti ad Aleppo, la roccaforte dei gruppi terroristi islamici

Proseguono i furiosi combattimenti ad Aleppo, la “capitale del Nord” della Siria, città che prima della guerra civile raggiungeva i due milioni di abitanti, superando anche la capitale Damasco. Oggi ce ne sono poche centinaia di migliaia, e quelli rimasti sono intrappolati nella spietata guerra di tutti contro tutti che là si sta combattendo. Aleppo sta pagando la vicinanza al confine turco, dal quale passano mercenari, terroristi, armi. In questi giorni Aleppo è salita agli onori delle cronache internazionali, ed è strano, perché la città è sotto il controllo dei terroristi anti-Assad da anni: è infatti la roccaforte del Fronte al Nusra, uno dei gruppi islamici terroristi più feroci dell’intero Medio Oriente, che lì hanno stabilito la loro base. Le forze del governo di Assad stanno tentando di cacciarle, aiutate dalla Russia, ma i finanziamenti e le armi che i terroristi ricevono dall’estero, attraverso la Turchia, hanno sempre reso il compito difficile. Tra l’altro tra le forze dell’esercito regolare, c’è anche il generale Assad, fratello del presidente del Paese.

Ad Aleppo si combatte da anni nell’indifferenza generale

Solo nelle ultime ore, è di 25 morti, 16 dei quali civili, compresi due bambini e 4 donne, il bilancio di un bombardamento nella provincia di Aleppo, sui sobborghi di Orm al-Kobra e Kafar Halab. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Si apprende poi che non meglio identificati terroristi siriani siriani si preparano ad attaccare dal territorio turco la cittadina siriana di Jarablus, controllata dall’Isis. Lo riferiscono i media locali. L’assalto, si afferma, dovrebbe partire nei prossimi giorni. Anche questo è uno dei misteri del Medio Oriente: forze terroriste che si affrontano in armi, per avere il controllo della situazione una volta finita la guerra, e rendere Aleppo e tutta la Siria una prigione religiosa dove vigerà la più intransigente delle Saharia. Inoltre fonti dei ribelli ad Aleppo hanno affermato che sette membri di una famiglia, di cui sei bambini, sono morti oggi in un bombardamento aereo in un’area della città in mano ai fondamentalisti. Il comitato di coordinamento delle forze ribelli, citato dal sito Middle East Eye, ha detto che gli uccisi sono la moglie e i sei figli di un attivista locale dell’opposizione, Ali Abu al Jawd. La casa si trovava nel distretto di Al Jalum, nella parte vecchia della città. Al Jawd, aggiungono le fonti, non si trovava nella casa al momento del raid.