Torna la violenza in Kashmir: Amnesty denunciata dalla polizia per sedizione

Risale la tensione nel Kashmir, lo Stato asiatico conteso dal 1945 da India, Pakistan e Cina. Vani finora gli sforzi delle Nazioni Unite per risolvere la contesa. E secondo la polizia indiana c’è chi soffia sul fuoco: la sezione indiana di Amnesty International è stata denunciata per sedizione al termine di un incontro realizzato sabato scorso sulla crisi in Kashmir a Bangalore, nell’India meridionale, in cui sarebbero stati scanditi da alcuni studenti slogan anti-indiani. Lo riferisce oggi Ndtv. La denuncia in questione, precisa l’emittente, è stata presentata alla polizia insieme ad un video dall’associazione giovanile Abvp, ala studentesca dell’Rss, organismo ideologico del partito di governo Bjp. Interrogato al riguardo, un portavoce di Amnesty ha detto di non avere ancora ricevuto una copia della denuncia per un evento parte di una campagna al fine di ottenere giustizia per «le vittime delle violazioni dei diritti umani» in Jammu e Kashmir.

Per le autorità indiane Amnesty soffia sul fuoco

Nuovi incidenti intanto fra manifestanti e polizia indiana sono avvenuti ieri e oggi nello Jammu & Kashmir  – Stato sotto il controllo dell’India – con un bilancio di almeno quattro morti e 16 feriti. Lo riferisce il quotidiano Greater Kashmir. Nella sua pagina online il giornale precisa che gli ultimi incidenti, cominciati ieri nel giorno del 70° anniversario dell’Indipendenza indiana e proseguiti oggi, sono avvenuti nell’area di Beerwah del distretto di Budgam. Sempre oggi un folto gruppo di manifestanti è stato affrontato dalla polizia a Larkipoora Doru, nel Kashmir meridionale, con un bilancio di 12 feriti, di cui quattro con proiettili sparati dagli agenti. Nei 38 giorni di proteste seguiti all’uccisione di Burham Wani, giovane comandante del Hizbul Mujaheddin, sono morte 63 persone, fra cui due agenti di polizia, nonostante il coprifuoco imposto in gran parte dei distretti del Kashmir. Hizbul è un gruppo separatista musulmano del Kashmir, definito dall’India un’organizzazione terroristica. Un altro civile è morto oggi a fine mattinata nello Stato indiano durante scontri fra manifestanti e polizia nel villaggio di Larkipora del distretto di Anantnag. Lo riferisce l’agenzia di stampa Ians, secondo cui le vittime dei disordini scoppiati l’8 luglio scorso è ora di 65, fra cui due agenti di polizia. Un portavoce delle forze dell’ordine ha indicato che gli agenti sono intervenuti per bloccare un intenso lancio di pietre che stava compromettendo la loro incolumità e quella delle truppe paramilitari in servizio nella zona. Secondo la tv Times Now, infine, il coprifuoco è ora in vigore in dieci distretti del Kashmir.