Strage di Dacca: restano in carcere il prof e lo studente “sospetti complici”

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La magistratura del Bangladesh ha esteso la custodia giudiziaria di due persone arrestate il 3 agosto nell’ambito delle indagini sull’attacco terroristico di due giorni prima al ristorante Holey Artistan Bakery della capitale bengalese Dacca. Inizialmente erano stati conteggiati tra gli ostaggi. Nell’attacco rivendicato dall’Isis furono uccise 20 persone, fra cui nove italiani.

I sospetti di complicità nella strage di Dacca

I due, sospettati di complicità con i terroristi ed entrambi presenti nel ristorante il giorno dell’attacco, erano usciti sani e salvi nel gruppo dei 13 sopravvissuti. Si tratta, riferisce il portale di notizie BdNews24, dell’ex professore universitario Hasanat Karim, che ha passaporto britannico, e di Tahmid Hasib Khan, uno studente universitario cittadino canadese. In particolare Karim, che ha detto di essere andato nel locale quella sera con la moglie e due figlie per festeggiare un compleanno, ha attirato l’attenzione degli investigatori che lo hanno visto in un video amatoriale fumare una sigaretta al secondo piano dell’edificio insieme a due degli attaccanti. Nella richiesta di estensione della custodia giudiziaria gli inquirenti hanno sostenuto, indica da parte sua The Daily Star, che vi sono fondate ragioni per ritenere che quel giorno i due «istigarono gli attaccanti» a Dacca. Il capo dell’unità antiterrorismo della polizia bengalese, Monirul Islam, aveva annunciato di avere localizzato tale Marjan, considerato uno dei principali organizzatori dell’attacco. Si tratta di una persona «molto vicina ad un canadese di origine bengalese di nome Tamin Chowdhury e ad un maggiore espulso dall’esercito, Syed Mohamad Ziaul Haque», che vengono attivamente ricercati e che sarebbero ancora in Bangladesh.