Stava per imbarcarsi per l’Italia: fermato terrorista tunisino

Il governo tunisino ha reso noto di avere arrestato alle isole Kerkennah, a soli 120 km da Lampedusa, 6 persone tra i 23 ed i 33 anni, in procinto di imbarcarsi clandestinamente verso le coste italiane. Lo riferiscono i media tunisini, precisando che tra gli arrestati gli uomini della Guardia nazionale di Sfax hanno riconosciuto un ricercato per reati terroristici, classificato come pericoloso, ed in possesso di documenti di identità falsi, oltre ad un ex agente delle forze dell’ordine. Questo tipo di operazioni viene condotto periodicamente da parte delle autorità di polizia e controllo delle frontiere anche in virtù dell’accordo bilaterale tra Italia e Tunisia sul contrasto all’immigrazione clandestina dell’aprile 2011.

Il caso tunisino allarmante dopo la minaccia dell’Isis

“Entrate in azione” e attaccate i “miscredenti” in America e in Europa, Italia compresa: con questo appello l’Isis, assediato in Libia come in Siria e in Iraq, ieri ha rilanciato la “jihad” dei “lupi solitari” che ha già raccolto tanti adepti in questa estate di sangue. Il messaggio video, raccolto dal Site, il sito Usa di monitoraggio del terrorismo sul web, proviene da Al-Thabaat, un network che fa parte della galassia propagandistica dell’autoproclamato Stato Islamico, ed è intitolato “Come on Rise” (alzatevi, attivatevi). Si intima a tutti “i musulmani devoti” alla causa ad entrare in azione negli Stati Uniti, in Europa e anche in Italia, che viene menzionata esplicitamente, accanto a Belgio, Danimarca, Francia, Spagna, Russia e Iran. Per la prima volta l’Italia è indicata esplicitamente come bersaglio in quanto Paese nemico e non come Roma – comparsa in tanti fantasiosi proclami come centro della cristianità, capoluogo simbolico dei crociati.