Stadio della Roma, fumata nera: la Raggi nega la “pubblica utilità”

Il Campidoglio ha trasmesso alla Regione Lazio il progetto del nuovo Stadio della Roma ma non il parere di conformità alla deliberà del consiglio comunale che ne dichiarava la pubblica utilità. Lo comunica la Regione Lazio precisando che «il Comune ha trasmesso il progetto del nuovo Stadio della As Roma: manca nella nota il parere di conformità alla delibera del Consiglio comunale che ne dichiarava la pubblica utilità e si evidenzia esclusivamente il permanere di alcune carenze di documenti e elaborati». Nella nota di accompagno al progetto, a firma del Direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica di Roma Capitale e a seguito del lavoro svolto dal gruppo interdipartimentale, -precisa la Regione Lazio- «sono allegate inoltre, le relazioni dei dipartimenti interessati». Nei prossimi giorni gli Uffici della Regione esamineranno l’intera documentazione pervenuta. L’assessore all’urbanistica del Campidoglio Berdini aveva precisato pochi giorni fa che «la documentazione è stata approvata dagli uffici comunali e quindi il dossier è stato formalmente trasmesso alla Regione Lazio per l’avvio della conferenza dei servizi».

Stadio della Roma: il gioco del M5S? Dilazionare il più possibile

Facilmente leggibile, a questo punto, la strategia della giunta M5S. Non potendo schierarsi pubblicamente contro lo stadio della Roma, per non perdere consensi, la Raggi e il suo uomo di punta, il vicesindaco Daniele Frongia, prendono tutto il tempo possibile, in una sorta di tela di Penelope. Del resto, aveva già fatto capire le sue intenzioni anche l’assessore all’urbanistica, Paolo Berdini. Le conseguenze? La mancata consegna del parere di conformità impedisce la possibilità da parte della Regione Lazio di far partire la Conferenza dei servizi sul nuovo Stadio della Roma. Per questo, potrebbero presto essere richieste al Comune delle integrazioni, tra cui appunto il parere di cui oggi è stata sottolineata la mancanza. La Regione ha infatti adesso cinque giorni per esaminare i dettagli dei documenti inviati dal Campidoglio, al termine dei quali dovrà decidere se chiedere ulteriori integrazioni. Una ipotesi che, alla luce del documento mancante, sembra inevitabile. La Conferenza dei servizi convocata dalla Regione, una volta aperta, avrà 180 giorni per svolgere il suo lavoro, che dovrebbe produrre come atto conclusivo il cosiddetto permesso a costruire. Per il quale però servirebbe anche una variante al Piano regolatore di Roma, che il Campidoglio dovrebbe approvare. Tempi che slittano, inevitabilmente, magari alla prossima giunta capitolina.