Spalle al muro, Hollande gioca l’ultima carta: un libro-confessione

La sua ultima possibilità, il tentativo estremo di risalire un po’ nei sondaggi- In attesa del verdetto delle primarie socialiste sulla sua ricandidatura, il presidente francese François Hollande si confessa in un libro firmato dai giornalisti Antonin André e Karim Rissouli, in uscita per le edizioni Albin Michel, di cui il settimanale Le Point svela alcuni estratti. Il volume, Conversazioni private con il presidente, raccoglie prese di posizione e confidenze rilasciate da Hollande in una serie di oltre trenta interviste, svolte lungo tutto il suo mandato.

Hollande: «Mi candido solo se ho possibilità di vincere»

Dal peso della carica ai giudizi sui rivali politici, dalla disoccupazione ai dissidi interni nel governo, gli argomenti menzionati sono numerosi e spesso delicati. Essere presidente, ammette Hollande, «è molto più duro di quanto avessi immaginato», ma il suo bilancio gli pare tutto sommato positivo e capace di lasciare una traccia. «Ho risolto il problema (di cadere nell’oblio): il Mali, la risposta agli attentati, il matrimonio per tutti, la legge Macron… una volta risolto quel problema, si può fare di tutto per proseguire». Ciò non significa però, dice Hollande in un altro passaggio, che intende candidarsi a tutti i costi per un secondo mandato il prossimo anno. «Non farò la scelta di candidarmi se, evidentemente, non potesse tradursi in una possibilità di vittoria», spiega, aggiungendo che «non sarebbe un dramma» se non dovesse essere rieletto, ma anzi «potrebbe essere una sorta di liberazione di non essere più là…».

Il presidente si toglie qualche sassolino dalla scarpa

Nel libro non manca qualche stoccata di Hollande al grande avversario Nicolas Sarkozy, che «ha più qualità degli altri ma anche più difetti» e a suo parere sarà il candidato del centrodestra alle presidenziali, ma anche al premier Manuel Valls, dipinto da alcuni come il suo vero grande rivale nella corsa all’Eliseo. «Ha dimostrato di essere stato all’altezza per tre anni», dichiara Hollande, ma con il passaggio parlamentare forzato della riforma del mercato del lavoro ha commesso «un errore rilevante di comunicazione». E, in generale, «fa un errore quando pensa che il dibattito sia tra due sinistre. Non c’è stata comunicazione verso i francesi, c’è stata comunicazione da una parte della sinistra contro un’altra parte della sinistra. Questo non permette di chiarire quello che facciamo».