La sinistra ricca di Capalbio non vuole i profughi. Dov’è finito il buonismo Pd?

La sinistra radical chic ora protesta. È facile parlare quando le vicende capitano agli altri, ma quando poi si tocca l’orticello di casa è tutt’altro discorso e il buonismo scompare all’improvviso. A Capalbio i richiedenti asilo saranno saranno sistemati in un comprensorio del borgo medievale dalla torre merlata. Sì, proprio lì, nel regno dei democratici “che contano”. Una scelta, quella presa dal viceprefetto di Grosseto Luigi Manzo, che ha mandato su tutte le furie il sindaco Luigi Bellumori (chiaramente del Pd) e i residenti che di accoglienza non vogliono sentir proprio parlare. Se l’ospitalità non dovesse essere revocata, il 25 agosto, alla vigilia del Premio Capalbio, sindaco e cittadini protesteranno contro il prefetto.

Guarda caso a Capalbio il Pd la pensa diversamente…

«Sono del Pd, diamine – ha tuonato Bellumori in un’intervista al Corriere della Sera – bisogna accogliere, per carità. Ma queste sono ville. E di gran lusso. Con giardino. Finemente arredate. Nel centro storico di Capalbio. A un poveraccio sfrattato non posso pagargli una stanza. E per queste persone, dallo status da accertare, se ne spenderanno 33,50 al giorno». Se queste parole le avessero pronunciate Salvini e la Meloni sarebbe scoppiato il putiferio, stavolta dal Pd non sono arrivate reazioni né accuse di razzismo.

Gasparri: sono più buffoni i radical chic di Capalbio o i Cinquestelle?

«Si prospetta un testa a testa nella finale per il titolo di buffone dell’estate 2016 tra i ricconi radical chic di Capalbio e i nuovi amministratori romani a 5Stelle», afferma Maurizio Gasparri senatore di Fi. «Infatti – aggiunge – i campioni del progressismo nostrano che risiedono a Capalbio sono in subbuglio perché anche il centro toscano potrebbe essere interessato dall’arrivo di clandestini. La sinistra radical chic vuole più clandestini purché siano destinati a convivere con gli altri e non con loro. Ma sulla sfondo si staglia la rimonta dei grillini. Predicatori del pauperismo per conto terzi, la sindaca Raggi e i suoi collaboratori stanno dilapidando risorse pubbliche. Il nuovo capo di Gabinetto sfiora i 200mila euro battendo ogni record dei predecessori e l’intero staff costa più di un milione di euro. Non male per chi predicava il taglio dei super stipendi pubblici e continua a urlare in Parlamento e fuori. Vedremo dopo ferragosto se il titolo di buffone dell’estate sarà appannaggio dei ricconi di Capalbio o dei finti rinnovatori del Campidoglio».