Rifiuti, la Raggi lancia l’emergenza “malattie”. Ma è tutta colpa degli altri…

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Accusa tutti i suoi predecessori, quelli di sinistra in testa, lancia allarmi sanitari come se non fosse lei il sindaco, scarica le responsabilità su Ama ma assolve la sua ex consulente, diventata assessore della sua giunta, Paola Muraro, di cui l’opposizione chiede la testa. Virginia Raggi, nel consiglio comunale di Roma dedicato al caos-monnezza, gioca allo scaricabarile e lascia tutti nell’incertezza su cosa intende fare per il futuro. «Oggi in primo luogo occorre affrontare la crisi dei prossimi sei mesi in cui ci hanno trascinato. Noi siamo chiamati a fronteggiare uno stato di crisi sistemica con scarse risorse e tempi estremamente ridotti, dovendo sempre lavorare con il rischio sanitario dietro l’angolo», dice  Virginia Raggi, che si dichiara “molto contenta che si accendano riflettori su Ama”. «Siamo ancora in attesa del consiglio straordinario su Mafia Capitale”, ha aggiunto rivolta ai consiglieri di opposizione presenti anche nella scorsa consiliatura. Da settembre-ottobre inizieremo noi a convocare consigli straordinari su Atac, Risorse per Roma…Vi raccontiamo cosa avviene a Roma dal 1964 sulla gestione del ciclo dei rifiuti». Fatta eccezione per la stagione di Alemanno “il centro sinistra ha governato Roma – ha aggiunto Raggi -. E in questi 40 anni la gestione dei rifiuti è stata affidata a Manlio Cerroni, la sua fortuna è tale che Cerroni è stato chiamato l’ottavo Re di Roma».

I compensi della Muraro? Più bassi di altri…

Sulla Muraro la Raggi ha avuto un atteggiamento di assoluto arroccamento: «I suoi compensi ammontano a circa 1,1 milione di euro lordi, comprensivi di Iva e spese per lo svolgimento dell’incarico tecnico nell’arco di 12 anni. Tale somma comprende anche il compenso per il lodo arbitrale contro Cerroni in qualità di consulente di parte. In epoca Marino si è proceduto ad un aumento del compenso professionale passando dagli 82 mila lordi a 107 mila euro lordi e nel 2015, sempre sotto Marino, a 115 mila euro lordi. Ringrazi il suo precedente sindaco, non noi. Inoltre rappresento che lo stipendio di un dirigente è molto più alto. Da verifiche fatte su altri consulenti Ama l’importo corrisposto alla Muraro in 12 anni rientra tra quelli di un normale mercato professionale. Scandaloso è invece che altri consulenti Ama abbiano percepito compensi ben più onerosi e, fatto salvo il M5S, nessuno ha pensato di sollevare il caso». Il sindaco non ha negato, però, che la Muraro abbia avuto un ruolo centrale nella gestione dei rifiuti negli anni scorsi. Ma lei la chiama competenza… «La sua competenza è comprovata proprio dall’esperienza nel settore dei rifiuti: 2004-2014 è consulente Ama; 2011-2102 in Federambiente Roma…2010-2012 Provincia di Frosinone…2006-2007 Regione Lazio, struttura commissariale; 2002-2004 osservatorio regionale per il compostaggio Arpa Regione Veneto…”, ha detto Raggi elencando il lungo cv della Muraro nel settore. «Muraro è stata consulente di Ama e lo sappiamo tutti – ha ricordato la sindaca -. Fino a luglio il suo curriculum sul sito era aggiornato al 2015 e riportava che Muraro era anche consulente. Poco prima delle dimissioni di Fortini il curriculum è stato modificato con una versione del 2011 evidentemente non aggiornato: tra il 2011 e il 2012 è stata consulente di Federambiente all’epoca presieduta proprio da Fortini».

La Raggi e la richiesta di dimissioni per la Muraro

«La Raggi ha preferito difendere la Muraro accollandosi quindi la responsabilità di una sostanziale continuità con il passato. Erano i grillini che parlavano di una fase nuova, di una svolta epocale ed è per questo che hanno preso tanti voti dopo gli evidenti demeriti delle gestioni passate, sia di sinistra che di centrodestra. Ma l’inadeguatezza della nuova gestione è clamorosa ed evidente», attacca il senatore Maurizio Gasparri (Fi). «Roma continua la sua corsa – aggiunge – verso il degrado totale e la Muraro rappresenta il filo conduttore con modi opachi di gestire il sistema dei rifiuti. La Raggi è solo una comparsa inconsapevole che non passerà certamente alla storia per meriti che non ha e che non potrà dimostrare sul campo. La Muraro se ne vada». Anche Fratelli d’Italia pone l’accento sulla difesa della Muraro: «È assurdo che Raggi si sia concentrata in una polemica inutile con il Pd. I romani vogliono strade pulite e sicuramente non la polemica tra le due sinistre. In tema olimpico, abbiamo consegnato alla assessora Muraro una medaglie per le consulenze. Se è riuscita a rimanere attraverso 4 giunte e poi è diventata assessore con i grillini è imbattibile», ironizza il capogruppo FdI Fabrizio Ghera. «Tra la mia amministrazione e quella di Marino sono passati dieci anni, la Raggi straparla. Gli amici di Cerroni li cerchi nel suo partito, sono loro a fare gli incontri segreti col Supremo… Questa signora appare sempre più inadeguata a parlare del domani di Roma. Ed è un peccato», chiosa il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Francesco Storace.