Ricordiamo i 60 anni dal disastro di Marcinelle nel segno di Tremaglia

Con i 262 rintocchi della campana Maria Mater Orphanorum e la lettura di altrettanti nomi delle vittime è cominciata la commemorazione dei 60 anni della tragedia di Marcinelle, in Belgio, quando alle 8.10 dell’8 agosto 1956 un incendio nella miniera di carbone di Bois du Cazier uccise 262 persone, di cui 136 italiani. Alla cerimonia, per l’Italia, partecipa il presidente del Senato Pietro Grasso che deporrà una corona di fiori al monumento delle vittime. Ricordiamo che per moltissimi anni il promotore di questa commemorazione fu il rimpianto onorevole Mirko Tremaglia, che ogni anno, immancabilmente, sia che stesse all’opposizione sia che stesse al governo, si recava alla miniera per ricordare i nostri connazionali morti in quella tragedia. Ogni anno andava, e in perfetta solitudine, giacché lo Stato italiano allora era in tutt’altre faccende affaccendato. Quest’anno il governo italiano ha partecipato ai massimi livelli, ma più per perorare propagandisticamente la causa dei clandestini in Italia, la cui condizione ovviamente non è minimamente paragonabili ai nostri lavoratori in miniera, che clandestini non erano, che per altro.

Nella miniera di Marcinelle morirono 262 minatori

«Ricorre oggi il sessantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle. 262 minatori, di cui 136 italiani nostri fratelli arrivati in Belgio per lavorare e costruirsi un futuro, persero la vita nella pericolosissima miniera, lontani da casa e dagli affetti. Grazie all’impegno incredibile di Mirko Tremaglia, che per tutta la vita si è battuto come un leone per riconoscere in Patria i diritti degli italiani nel mondo e con il quale sono stata personalmente a Marcinelle l’8 agosto 2005, oggi celebriamo il Giorno del Ricordo del Sacrificio del Lavoro Italiano nel mondo», ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Marcinelle – prosegue – rappresenta luogo altamente simbolico per la memoria dell’Italia che ci fa riflettere su valori assoluti e irrinunciabili come la nostra identità nazionale. Nella loro semplicità e umiltà le vittime di Marcinelle e le loro famiglie si sentivano orgogliosamente italiane. L’amore per la propria terra era tangibile, cosi come lo è quello delle nuove generazioni di nostri connazionali che risiedono e lavorano all’estero. Dobbiamo essere pienamente consapevoli della nostra identità nazionale e culturale: è la nostra forza di fronte alle sfide con le quali il nostro popolo si confronta ogni giorno».

Marcinelle simbolo della nostra identità

Tra i molti commenti, anche quello di Aldo Di Biagio (Ap), che ha voluto esser presente alle commemorazioni: «La tragedia di Marcinelle ci parla, a distanza di 60 anni, con una eloquenza che supera tanta retorica su temi molto attuali come l’emigrazione e il dolore di lasciare la propria terra al prezzo di grandi sacrifici, il sentirsi straniero e la necessità di essere accolto, i sacrifici per assicurarsi un futuro e la sicurezza sul lavoro: tutto questo non è un racconto che viene da terre lontane, bensì è la storia dell’emigrazione italiana, un patrimonio che ancora oggi ci porta a riflettere con consapevolezza sulla dignità della persona». Di Biagio conclude: «Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, ma in questo sessantesimo anniversario voglio dedicare anche un pensiero all’amico Mirko Tremaglia che, da Ministro per gli Italiani nel Mondo, ha voluto istituzionalizzare questo giorno quale Giornata Nazionale del sacrificio e del Lavoro Italiano nel Mondo, per fare della memoria condivisa un lascito per le nuove generazioni». Oltre al ricordo, anche una proposta da Paola Pelino, vicepresidente dei senatori di Forza Italia: «A distanza di 60 anni dalla tragedia di Marcinelle, che costò la vita a 262 minatori, è giusto ricordare che 60 di quei giovani erano partiti dall’Abruzzo in cerca di un futuro migliore e avevano trovato una morte orribile nel buio di una miniera belga. Onorarne la memoria, anche attraverso il rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro, è un obbligo di natura morale. Invito inoltre tutti i comuni abruzzesi che non l’abbiano già fatto a dedicare una piazza o una via alle vittime di Marcinelle, simbolo dell’ Italia migliore e di una regione dove ancora oggi il tasso di disoccupazione giovanile è drammaticamente a livelli di emergenza».