“Rapisce” bimba, per l’indiano Lubhaya ben due decreti di espulsioni

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Ram Lubhaya, il cittadino indiano accusato del tentato rapimento di una bimba di cinque anni, a Scoglitti, e denunciato per tentato sequestro di persona e sottrazione di minore, è destinatario di un decreto di espulsione dall’Italia emesso dal questore di Ragusa. Il provvedimento scade oggi. L’indiano aveva già un precedente decreto di espulsione per i suoi precedenti penali: furto di rame e traffico di droga. Non avendo ottemperato al decreto, il 16 agosto, giorno del tentato sequestro, gli è stato reiterato il provvedimento. Secondo fonti investigative non è stato possibile finora assicurare un posto in un Cie a Lubhaya, che è senza fissa dimora, e che dovrebbe lasciare l’Italia nonostante sia accusato di tentato sequestro di persona e sottrazione di minore.

Caso dell’indiano Lubhaya, Gasparri: la procura accetti le verifiche

La vicenda continua scuotere il mondo della politica. «Prendo atto positivamente delle iniziative del ministro Orlando – ha detto Maurizio Gasparri – per accertare gli eventuali e probabilmente gravissimi errori della magistratura di Ragusa che lascia ancora a piede libero una persona che in Italia non avrebbe alcun diritto di rimanere. È inutile che la procura di Ragusa abbai alla luna. Accettino le verifiche ministeriali». Anzi,  ha continuato il senatore azzurro: «Come ho sostenuto in un’interrogazione, invito Orlando a formalizzare con una vera e propria ispezione, anche per attivare eventuali iniziative disciplinari, quanto accaduto. Lasciare a piede libero clandestini, presunti rapitori di bambini è veramente sconcertante. Ma che magistrati abbiano in Italia?».