Rampelli: «Renzi ha messo in atto un vero e proprio “golpe militare” in Rai»

«In questa tempesta perfetta creata ad hoc dai Renzi’s boys della Rai alcune cose non possono passare sotto silenzio. Il blitz alle direzioni dei tg, non giustificato né dai dati auditel né da ombre sulla professionalità dei direttori rimossi, ha una sola ragione: la normalizzazione dell’informazione pubblica per dare al capo dell’esecutivo un’ultima chance, vincere il referendum sulla riforma costituzionale». Ad affermarlo è Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Rampelli: in Rai un’esecuzione militare in piena regola

«Fermo restando che non abbiamo nulla contro i nuovi direttori, ai quali facciamo gli auguri di buon lavoro, speriamo che alcune vocazioni siano rispettate. Per esempio, il format di approfondimento realizzato da Marcello Masi. Un contenitore innovativo all’interno della striscia serale che ha interpretato le tendenze della società senza cedere al luogo comune con letture originali così come la vocazione sociale del tg3 a conduzione di Bianca Berlinguer e il pluralismo di Rai Parlamento di Gianni Scipioni Rossi», aggiunge Rampelli. «Ci dispiacerebbe non poterli più seguire con l’imprinting che abbiamo avuto modo di apprezzare. In secondo luogo: il metodo di interlocuzione istituzionale con la Vigilanza Rai. Campo Dall’Orto, veterano della tv ma novizio della Rai e pertanto acerbo nelle relazioni politico-istituzionali, è stato costretto dal governo a presentare i nuovi direttori ad agosto, praticamente di nascosto dal grande dibattito pubblico, senza un nuovo piano editoriale e quindi curiosamente svincolando i nuovi direttori dalle scelte strategiche del piano. Una procedura imbarazzante che rischia di minare la credibilità professionale dei nuovi vertici Rai, trattati da Renzi come solitamente si fa con terze e quarte file». Più che un normale avvicendamento, conclude Rampelli, «sembra essere un’esecuzione militare in piena regola».