Pd alla deriva, Soru attacca: «Il partito è in ostaggio di quattro cariatidi»

Dilianiati a livello nazionale, dilaniati a livello locale, per il Pd un tunnel infinito. «Il Partito democratico sardo tenuto in ostaggio da quattro cariatidi che pensano solo a mantenere il proprio potere e il proprio stipendio». È il passaggio chiave del durissimo intervento pronunciato dall’ex segretario regionale del Pd Renato Soru, davanti all’assemblea che a Oristano era stata convocata per eleggere il suo successore e che invece non ha neanche raggiunto il numero legale.

 L’attacco di Soru: spettacolo indecoroso

Nel mirino di Soru il ristretto “caminetto” che al termine di un incontro riservatissimo, durato quasi due ore, ha deciso che non c’erano le condizioni per andare subito al voto e che della elezione del nuovo segretario se ne riparlerà solo il 5 settembre. «Per questa gente l’assemblea non conta niente», ha urlato Soru dopo aver costretto la presidente Giannarita Mele ad aprire comunque il dibattito anche in mancanza del numero legale per dare valore ufficiale all’assemblea. «Uno spettacolo che non si può vedere», ha poi detto senza mezzi termini Soru riferendosi al gruppetto di «meno di dieci persone che tengono il Partito democratico in ostaggio e che accetterebbero che il Pd morisse pur di mantenere il loro potere. Il Pd – ha aggiunto – è un partito malato di una commistione di centri di potere mai vista. L’assemblea del Pd non deve chiedere permesso a nessuno per riunirsi», ha concluso Soru lanciando un appello ai giovani del partito perché non si lascino sottrarre il proprio futuro da chi non ha alcun diritto di farlo.