Olimpiadi, gli abbracci di Matteo Renzi hanno portato una sfiga pazzesca

Povero Matteo Renzi. Perché adesso il fatto è praticamente certo. Matteuccio all’Italia olimpica ha portato sfiga. Una sfiga mirata e pazzesca. Che sembra abbia colpito solo gli sventurati atleti che sono incappati nella foga del premier in tuta olimpica d’ordinanza: abbracci, pacche sulle spalle o semplici incitamenti vocali o via sms. Solo alcuni, dicevamo. Tutti gli altri sono andati e vanno alla grande. Sotto il cielo incerto di Rio stanno piovendo medaglie sulla squadra azzurra, praticamente tutti i giorni. Ma per quelli che hanno avuto a che fare con Matteo Renzi il probabilissimo podio si è tramutato in disastro sportivo. Le prime avvisaglie si sono avute con Nibali. Il ciclista messinese, trionfatore dell’ultimo giro d’Italia, abbracciato e spronato da Renzi a telecamere unificate è miseramente caduto quando ormai stava intravedendo il trionfo, fratturandosi pure una clavicola. Addio medaglia d’oro. Quella che – secondo lo strombazzamento organizzato dalle truppe al seguito di Renzi – avrebbe dovuto essere la numero 200 della storia olimpica italiana. S’è dovuto attendere la prova di uno sconosciuto quanto formidabile judoka, Fabio Basile da Rivoli, per ottenere quella medaglia d’oro e vedere il primo tricolore sul pennone più alto. Impresa bissata, a stretto giro, dalla scherma d’oro del catanese Daniele Garozzo: ecco, voi penserete che è stato un caso, ma i due ragazzi non sono stati oggetto delle attenzioni di Renzi. Abbracci e sorrisi e pacche e selfie il Renzi menagramo olimpico li ha dispensati (sempre a telecamere accese) alla nostra portabandiera, la mitica Federica Pellegrini e al suo fidanzato Filippo Magnini. Risultato? Un autentico disastro. Magnini è finito subito fuori in batteria. La Pellegrini, da Atene in poi sempre sul podio, desolatamente quarta nella finale della sua specialità dei 200sl. Un caso? Sarà. Per dire: non si ricordano particolari affettuosità del premier verso Niccolò Campriani, che infatti ha bissato l’oro di Londra nella carabina 10 metri. Nè nei confronti di molti degli altri medagliati. Eccezion fatta per la Rossella Fiamingo, argento nella spada individuale. Dalle cronache olimpiche abbiamo infatti appreso che la bella Rossella prima della gara sarebbe stata addirittura tempestata di messaggini da Renzi. Messaggi di incitamento, ovvio. Fatto sta che, dopo un percorso netto, la Fiamingo pur in vantaggio per lunga parte della gara, ha ceduto in finale alla rivale ungherese. Un black-out del tutto inspiegabile per una atleta lanciata verso la vittoria dell’oro. Se non con la sfiga.