Obama alle corde tenta di rialzare la testa: “Non daremo tregua all’Isis”

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«Continueremo a combattere l’Isis senza sosta, in maniera implacabile e alla fine la sua sconfitta sarà inevitabile». Barack Obama cerca di uscir fuori dalle polemiche che l’hanno coinvolto per la carente azione sul terrorismo parlando ai giornalisti alla fine dell’ennesimo vertice di guerra svoltosi al Pentagono.  Ha riunito il National Security Council per ascoltare dai suoi più stretti consiglieri e dai vertici dell’intelligence, della difesa e delle forze armate gli ultimissimi aggiornamenti, e per capire cosa funziona e dove invece bisogna correggere il tiro.

Obama: renderemo più efficace l’azione contro lo Stato Islamico

L’obiettivo dichiarato (in ritardo) da Obama è di rendere sempre più efficace l’azione contro lo stato islamico, ma anche quello di rafforzare la prevenzione sul fronte del terrorismo. «E’ più di un anno che l’Isis non consegue una vittoria importante in Iraq e in Siria», ha evidenziato il presidente americano, sottolineando però come la situazione sia complessa e «non può essere risolta solo con la forza militare». E ha messo in guardia sul fatto che «nonostante il declino dell’Isis in Siria e in Iraq, l’organizzazione ha ancora la capacità di ispirare attacchi terroristici, anche negli Stati Uniti. Dunque, la parola d’ordine è mantenere altissima la guardia. Al vaglio del consiglio nazionale per la sicurezza i risultati della controffensiva in Iraq e il nodo siriano legato sempre alla permanenza di Assad e al ruolo della Russia. Quest’ultima “è tempo che dimostri di volere davvero la fine della guerra civile siriana”, ha detto Obama, denunciando ancora una volta come il regime di Dmasco continui sistematicamente a violare la tregua. Poi l’azione in Libia, sull’area di Sirte, che la Casa Bianca spera possa aprire la strada a una vittoria in tempi brevi delle forze del governo di coalizione.