Nuovi raid russi in Siria. Teheran: “Basi concesse solo temporaneamente”

I jet russi Sukhoi-34 sono partiti dalla base aerea iraniana di Hamadan ed hanno effettuato una nuova ondata di raid in Siria. Lo fa sapere il ministero della Difesa. I jet, prosegue il comunicato citato dalla Tass, sono decollati con il carico massimo di bombe. «I bombardieri russi – precisa il ministero della Difesa – hanno colpito pesantemente le strutture dei terroristi dello Stato Islamico nella provincia di Deir el-Zor. I jet trasportavano il carico massivo di bombe OFAB-500 (esplosivo ad alta frammentazione). In seguito al bombardamento due centri di comando e grandi campi di addestramento dell’Isis sono stati distrutti; nell’attacco più di 150 militanti, inclusi mercenari stranieri, sono stati uccisi».

I caccia russi per la Siria partiti dall’Iran

Le autorità di Teheran hanno precisato di non avere concesso alla Russia o ad altri Paesi alcuna “base militare permanente” in territorio iraniano. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani, citato dall’agenzia di stampa Irna. Larijani ha così risposto al deputato Falahat Pisheh, che aveva ricordato che l’articolo 146 della Costituzione iraniana evita la concessione a potenze straniere di basi militari nella Repubblica islamica, anche per scopi pacifici. Larijani ha precisato che «Mosca non è un alleato ma collabora attivamente» sul territorio siriano contro l’Isis. Martedì il ministero della Difesa di Mosca aveva reso noto che caccia russi sono decollati da una base aerea in Iran per condurre raid contro i militanti del sedicente Stato Islamico (Is) e del Fronte al-Nusra nelle province di Aleppo, Deir ez-Zor e Idlib in Siria. Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Shamkhani, aveva poi spiegato all’agenzia di stampa Irna che «la cooperazione strategica tra Iran e Russia nella lotta al terrorismo in Siria» prevede anche la »condivisione di strutture».