Monnezzopoli a Roma: Capitale sotto i rifiuti e tutti all’attacco della Muraro

Dietro l’ordine del giorno «emergenza rifiuti», la riunione straordinaria del consiglio comunale capitolino convocata per oggi si preannuncia come la resa dei conti sul caso Muraro. Da un lato la sindaca Raggi e il direttorio pentastellato, decisi a difendere a oltranza l’assessora all’ambiente, dall’altro le opposizioni, che ne chiedono la testa per il ruolo di consulenza svolto in Ama, dopo la pubblicazione delle telefonate con Salvatore Buzzi, l’uomo di Mafia Capitale, e con Franco Panzironi, l’ex amministratore delegato della partecipata che si occupa della «monnezza» dei romani, già condannato per la parentopoli in Ama e Atac, si legge su “Il Giornale“.

Rifiuta la resa dei conti: M5s difende la Muraro

Conversazioni che i magistrati non hanno ritenuto penal mente rilevanti, e che tuttavia secondo le opposizioni testimonierebbero come la Muraro in Ama non fosse semplice consulente, ma piuttosto una dirigente de facto, con corollario di conflitti d’interesse. Questa in sostanza la tesi sostenuta nell’interrogazione Pd indirizzata direttamente a Virginia Raggi, alla quale tra l’altro viene chiesto «se esista e quale sia il contenuto del dossier che l’assessore ha minacciato di rendere pubblico». Nell’interrogazione a firma dem vi è poi la richiesta di chiarire se la Muraro abbia avuto incarichi professionali anche con altre aziende del settore come la Bioman. In scia Fratelli d’Italia e la lista Marchini, che con Alessandro Onorato attacca: «Ogni giorno esce qualcosa. Resta per noi inopportuno il ruolo di assessore per Muraro, visti i suoi trascorsi».

Oggi il consiglio comunale sul caso Ama

Dopo le ultime intercettazioni uscite su Repubblica, che ha parlato di «un’alleanza con solidata negli anni» fra l’ex ad di Ama Panzironi, oggi alla sbarra insieme a Buzzi, e l’attuale assessora all’Ambiente, la polemica politica è bollente, e il Movimento 5 Stelle annuncia una difesa tetragona dell’assessora. L’opportunità politica di questa scelta appare fin troppo ovvia: salvare lei significa salvare se stessi. Ma mentre a Palazzo Senatorio si cesellava l’arringa difensiva che la Raggi si appresta a pronunciare in Aula Giulio Cesare, il clima si faceva sempre più teso anche fra gli stessi pentastellati, dove in pochi ormai sarebbero disposti a giurare sulla assoluta correttezza dei 12 anni trascorsi dalla Muraro al servizio dell’Ama. Senza contare che l’eventuale apertura di un’indagine sui rifiuti a carico dell’assessore stravolgerebbe un quadro già oggi molto precario. A dar voce ai malumori, che montano insieme ai dubbi, ha provveduto l’urbanista Paolo Berdini, collega di giunta secondo cui se la Muraro fosse indagata, allora «cambierebbe tutto» e le sue dimissioni sarebbero inevitabili.