Il ministro Orlando: “Isis gestisce il traffico dei migranti verso l’Italia”

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L’isis è dietro il traffico dei migranti; a dirlo  in commissione Schengen è il ministro della Giustizia. Orlando parla dati alla mano: ‘dalle informazioni disponibili risulta in corso una serrata verifica investigativa sull’ipotesi che fiduciari dell’Isis svolgano ruoli cruciali di controllo e di indirizzo nella gestione dei flussi migratori verso l’Italia, provvedendo anche a dare direttive sui criteri di distribuzione territoriale dei migranti’ afferma il ministro che però non fornisce ulteriori dettagli motivando quella che potrebbe apparire reticenza come necesità di non andare oltre ‘per il segreto investigativo gravante sulle attività’, si legge sul sito del Tg La7.

L’Isis è dietro il traffico dei migranti

Orlando ha poi fornito i dati sui detenuti radicalizzati: sono in tutto 345, ma la situazione in Italia non è così allarmante come quella in altri paesi uropei. Dei 345,153 sono i detenuti classificati a forte rischio di radicalizzazione, di cui 39 sottoposti al regime detentivo di Alta Sicurezza, essendo imputati per reati di terrorismo, il resto sono sospettati e monitorati. I detenuti che provengono da Paesi di fede musulmana “sono complessivamente 10.500 e sono 7.500 quelli che la professano. Per quanto la situazione non sia allarmante – ha  ribadito il titolare del dicastero di via Arenula – ‘non possiamo permetterci di sottovalutare nulla, perché il carcere è  un luogo dove si realizzano forme di radicalizzazione rapida e perché si tratta di soggetti vulnerabili. Sono queste le condizioni su cui il radicalismo fa leva per trasformare l’isolamento in senso di vendetta e odio contro la società’.

10.500 detenuti di fede musulmana

E proprio stamani, prima che il ministro parlasse, a Varese è stato arrestato per terrorismo un siriano dalla polizia di Genova. Si sarebbe voluto unire al  gruppo islamista Jabat al Nusra, protagonista del rapimento delle due cooperanti italiane Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, poi liberate a gennaio del 2015. La polizia sta perquisendo anche luoghi di culto islamici tra Genova e Rapallo frequentati dal giovane e dalle persone con cui aveva stretti contatti in Liguria. Perquisite cinque persone molto amiche dell’arrestato. Tra gli indagati nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Mahmoud Jrad, – questo il nome del ventitreene siriano – anche tre imam genovesi, il fratello del giovane e altre due persone che frequentano le moschee.