L’Ance: le banche non aiutano il mattone. Crollano i crediti per l’edilizia

Mattone senza pace e, soprattutto, senza credito. Si fa sempre più delicata, anzi difficile, la situazione del comparto edile. Segno tangibile di un perdurare della della crisi che soffoca la nostra economia da quasi 10 anni. Non bisogna infatti essere degli esperti per sapere che proprio dal rilancio di questo settore – che assorbe manodopera anche non qualificata – può arrivare la tanto invocata (e sospirata) inversione di tendenza a beneficio della ripresa dei consumi e quindi della produzione industriale. Purtroppo i segnali che arrivano vanno addirittura nella direzione opposta.

Dati Ance: -70 per cento in otto anni

Secondo l’Ance (Associazione dei costruttori), la stretta del credito sta continuando a penalizzare il settore: nel periodo 2007-2015 i finanziamenti per l’edilizia sono infatti scesi da 52,5 ai 18,2 miliardi, con un calo terrificante del 70 per cento. Calo proseguito anche nel 2016 con una riduzione dei finanziamenti nel primo trimestre dell’anno dell’16,9 per cento, con 3,8 mld erogati contro 4,6 dello stesso periodo del 2015 e che fa – come sottolinea l’Ance delle costruzioni il settore che ha subìto la maggiore restrizione delle erogazioni di finanziamenti. Se infatti nel 2007 – sempre secondo i dati dei costruttori – venivano destinati al settore delle costruzioni circa il 30 per cento dei finanziamenti erogati dalle banche (12 per cento per investimenti in costruzioni e 18 per acquisto di immobili), nel 2015 la quota destinata al settore è stata solo pari al 18 per cento (5 per cento per investimenti in costruzioni e 13 per acquisto di immobili). In particolare, la riduzione dei finanziamenti è stata più forte nel settore residenziale dai 31,5 miliardi di euro erogati nel 2007 ad appena 8 miliardi erogati nel 2015.

Si salva (con fatica) il settore non residenziale

Per quanto riguarda il settore non residenziale, invece, dal 2014 le erogazioni per investimenti sono tornate ad aumentare (+6,7 per cento rispetto al 2013), trend confermato anche nel 2015, durante il quale la variazione è stata del +67,3 per cento rispetto all’anno precedente, ma – rileva ancora l’Ance – nel primo trimestre del 2016, al contrario, le erogazioni per nuovi investimenti in tale comparto sono diminuite ancora, -21,1 per cento rispetto allo scorso anno.