L’abbraccio nelle chiese? «Inutile se non avviene anche nei paesi arabi»

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Un bel gesto. Enfatizzato al massimo. Messo in risalto da giornali e tv. Ma restano ancora i dubbi, le paure. Resta la sensazione che quel gesto non basti, che alla fine si sia esaurito in una specie di passerella. Resta la certezza che oltre quei musulmani entrati nelle nostre chiese ce ne siano altri, troppi, che non l’hanno fatto. Tanti che credono nelle tesi estremiste. «L’abbraccio che abbiamo visto anche a Milano, nelle chiese, tra sacerdoti cattolici e i rappresentanti delle comunità islamiche – dopo l’orrendo atto terroristico di Rouen – è senza alcun dubbio un gesto importante, coraggioso», ha detto Mariastella Gelmini, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera sulla sua pagina Facebook. «Certo, sarebbe un grande passo avanti se questo incontro tra religioni diverse, che favoriscono il dialogo rispetto all’intolleranza, avvenisse anche nei paesi arabi. Ma l’incontro di oggi tra cattolici e il mondo dell’Islam non basta. Serve da parte dell’islam una condanna forte ed inequivocabile di ogni forma di violenza e integralismo. Non bastano – ha sottolineato la Gelmini – gesti coraggiosi se restano isolati. Vanno poi interrotti quei flussi di danaro che, da alcuni Paesi collusi col terrore, arrivano fino nelle città europee. E la proposta di Maroni volta a subordinare la realizzazione di nuove moschee a condizioni di assoluta sicurezza, ha più di una ragione. Perché i cittadini chiedono garanzie e si aspettano dal mondo islamico una collaborazione netta, crescente e fattiva nell’isolare i terroristi».

De Corato: «Nelle Chiese più fotografi che musulmani»

«Abbiamo visto più fotoreporter e giornalisti, davanti alle nostre chiese, che islamici in preghiera: se questo è il segnale è davvero ben poco, è qualcosa che sa di propagandistico piuttosto che di reale condivisione», ha affermato a sua volta Riccardo De Corato, di Fratelli d’Italia, secondo il quale «è un gesto che sa più di spettacolo che di reale partecipazione, dal momento che nei Paesi islamici i diritti per le altre confessioni non esistono e non c’è alcuna reciprocità, né sui diritti civili né sulla libertà di religione, specie dove la Sharia viene rigorosamente applicata». Bisogna andare cauti: quel giovane di 25 anni che è stato espulso dall’Italia e dalla Lombardia perché si presume che abbia legami con il terrorismo «è un pakistano e viveva a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano. Il presunto jihadista – ha aggiunto De Corato – lavorava in un negozio di articoli sportivi come magazziniere. Diverse perquisizioni hanno portato elementi per corroborare l’ipotesi del legame col terrorismo, riportano le cronache: e questo avviene, paradossalmente, nel giorno in cui assistiamo alla passerella di qualche islamico nelle nostre chiese».

«Qualcuno è felice perché qualche islamico è andato a Messa. Poveri illusi. Si vadano a leggere la Dichiarazione Islamica dei diritti dell’uomo del 1981 o la Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell’Islam del 1990», ha detto Matteo Salvini. «La “legge islamica”prevale su tutto e tutti, il resto sono palle. Oggi l’Islam non è compatibile con le nostre libertà e i nostri diritti. Chi non lo capisce o è illuso, o è ignorante, o è complice».