La crescita economica? C’è solo nelle fantasie di Renzi. I dati lo provano

Renzi continua ad avere le visioni sulla luce in fondo al tunnel, straparla della crescita economica che secondo lui corre come un treno ad alta velocità, fa l’ottimista ovunque si reca, nelle conferenze e in tv. Ma i dati lo stangano: c’è un nuovo calo per la produzione industriale a giugno 2016. La crescita economica non si vede, l’Istat registra una diminuzione dello 0,4% rispetto a maggio e dell’1% rispetto al 2015. Si tratta della caduta tendenziale maggiore da gennaio 2015 (quando era stata del 2,1%). Rispetto a maggio tutti i raggruppamenti sono in flessione tranne i beni strumentali, stazionari. Calano beni intermedi (-1,1%), di consumo (-1,0%) e di energia (-0,7%). L’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana evidenzia un ulteriore calo. L’indice del trend, rileva l’Istat, «ricalcolato sulla base degli indicatori mensili più recenti», segnala ancora una frenata sebbene con un ritmo inferiore.

Niente crescita economica: la rabbia dei consumatori

«A settembre il Governo dovrà pesantemente rivedere le sue fantasiose previsioni di crescita economica». Lo afferma il segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, commentando i dati Istat sulla produzione industriale. Per evitare manovre correttive, Dona ritiene «indispensabile passare dagli annunci di improbabili riduzioni di tasse a una politica fiscale che si limiti a cambiare la composizione delle entrate e delle uscite, puntando su investimenti e salvaguardia del potere d’acquisto del ceto medio». Del resto, secondo Dona, il crollo tendenziale della produzione industriale di beni di consumo è «un campanello di allarme che indica che i consumi delle famiglie, che si erano già bloccati nel primo trimestre 2016 rispetto al quarto trimestre 2015, ora, nel secondo trimestre 2016 stanno addirittura scendendo».