Kashmir a ferro e fuoco: maestro torturato e ucciso dalla polizia indiana

Un maestro indiano di 30 anni è morto in Kashmir e secondo quanto affermano fonti locali il decesso sarebbe stato causato dalle percosse ricevute quando la vittima si trovava nelle mani della polizia indiana. Lo scrive oggi l’agenzia di stampa Ians. Residenti hanno assicurato che l’uomo, Shabir Ahmad Moonga, è stato arrestato insieme ad una trentina di persone nel villaggio di Khrew, vicino a Pampore, dopo una manifestazione nel distretto meridionale di Pulwama. I resti dell’uomo sono stati restituiti alla famiglia da un responsabile della polizia secondo cui Moonga sarebbe deceduto in uno scontro a fuoco prima dell’alba fra manifestanti e forze di sicurezza a Khrew. Ma persone che hanno potuto esaminare il cadavere hanno assicurato che su di esso erano chiaramente visibili segni di torture. Le tensioni in Kashmir, che durano da 41 giorni, sono cominciate dopo che l’8 luglio le forze di sicurezza hanno ucciso Burhan Wani, giovane comandante del gruppo clandestino terrorista Hizbul Mujaheddin. Da allora il coprifuoco è stato imposto nei dieci distretti del Kashmir mentre il bilancio delle vittime è di 65 morti, fra cui due agenti, e migliaia di feriti.

Kashmir, i disordini proseguono da 40 giorni

Non si ferma no i disordini e le violenze nello Stato indiano di Jammu & Kashmir dove il coprifuoco imposto dopo l’uccisione di Burhan Wani, giovane comandante del gruppo clandestino Hizbul Mujaheddin, ha raggiunto il 40° giorno. Lo stato di agitazione sta facilitando anche l’azione dei gruppi armati che oggi all’alba hanno attaccato un convoglio militare a Baramulla con un bilancio di tre membri delle forze di sicurezza (due soldati ed un agente di polizia) morti e quattro soldati feriti. Martedì sera un altro commando armato aveva invece attaccato un commissariato di polizia nel distretto meridionale di Pulwama, ferendo cinque agenti. Il coprifuoco è in vigore in tutti e dieci i distretti della Valle, compresa la città vecchia di Srinagar, ma questo non ha impedito che all’inizio della settimana nei distretti di Badgam e Anantnag siano stati uccisi in scontri con la polizia cinque manifestanti ed altri 14 siano rimasti feriti. Il bilancio degli incidenti scoppiati all’indomani dell’uccisione di Wani, e che sono i peggiori in Kashmir dal 2010, è attualmente di almeno 65 morti, fra cui due agenti di polizia, e migliaia di feriti.